Anestesisti e oncologia, proposte per rilanciare il San Liberatore
ATRI. Continua a tenere banco il dibattito sulla sanità. Due le prese di posizione sul San Liberatore, una dell’ex consigliere regionale Luciano Monticelli, l’altra del direttivo di Abruzzo civico di...
ATRI. Continua a tenere banco il dibattito sulla sanità. Due le prese di posizione sul San Liberatore, una dell’ex consigliere regionale Luciano Monticelli, l’altra del direttivo di Abruzzo civico di Atri.
Monticelli scrive al direttore generale Maurizio Di Giosia segnalando «la situazione difficile in cui versano i medici anestesisti in servizio, il cui numero è eccessivamente ridotto: risulta impossibile coprire in modo efficace i turni di lavoro. È una situazione che si protrae da mesi e che nel tempo si fa dunque sempre più difficile da portare avanti. Occorre pertanto intervenire, nel rispetto e nella considerazione di coloro che, l’emergenza lo ha dimostrato, svolgono un lavoro fondamentale per l’intera comunità e, in secondo luogo, per evitare di mettere a rischio la stessa possibilità di intervento per i cittadini, situazione non così utopica dinanzi ai numeri attualmente a disposizione».
Nel secondo caso Abruzzo civico, nel segnalare l’esclusione del proprio rappresentante in consiglio Paolo Basilico dalla commissione sanità, nonostante lo «sgarbo istituzionale» fa delle proposte sul futuro dell’ospedale. «Non è sconosciuto al sindaco, come a tanti consiglieri, il progetto “Fogi” che ipotizza l’istituzione di un dipartimento oncologico medico e chirurgico unico in regione con implementazione di un team interdisciplinare di Anatomia Patologica (Chirurgia, Gastroenterologia, Oncologia, Radiologia), con ponte scientifico e interscambi culturali con l'Università di Padova, l’Humanitas e l’ospedale Niguarda di Milano per la ricerca, la prevenzione e l'aggiornamento su tutte le patologie neoplastiche. Se si avesse l’umiltà di ascoltare», scrive Abruzzo civico che invita la maggioranza ad «ascoltare senza pregiudizi e “obbedienze” di parte» ponendo al centro il cittadino.

