Angoscia, panico e insonnia tra gli studenti dopo le scosse
TERAMO. Angoscia e panico, cambi di umore, disturbi somatici, difficoltà a dormire. Sono solo alcuni dei disturbi post traumatici vissuti da molti studenti teramani dopo le scosse che tra agosto 2014...
TERAMO. Angoscia e panico, cambi di umore, disturbi somatici, difficoltà a dormire. Sono solo alcuni dei disturbi post traumatici vissuti da molti studenti teramani dopo le scosse che tra agosto 2014 e gennaio 2016 hanno devastato il Centro Italia. Almeno a leggere i dati raccolti nell'ambito della ricerca “Torniamo a volare” promossa dall'associazione Es Counseling e Psicologia e della dottoressa Oriana Broccolini, condotta su 350 studenti teramani (80 delle medie Zippilli e San Nicolò e 274 dei licei classico e artistico, dell'Agrario e dell'Alberghiero) e su 150 docenti, ai quali è stato sottoposto un questionario anonimo su «comportamento ed emozioni nell'emergenza sisma».
I risultati della ricerca sono stati presentati ieri a Teramo nel corso di un convegno all'Ipogeo. In particolare, da quello che emerge dalle risposte al questionario sottoposto ai ragazzi, il 52 per cento del campione percepisce la propria scuola come non sicura, rispetto ad un 42 per cento che invece la considera sicura e ad un 6 per cento che non si è espresso. Discorso diverso per le misure di sicurezza messe in atto dalla scuola: solo il 26 per cento le ha giudicate soddisfacenti, mentre il 16 per cento si è detto insoddisfatto e addirittura il 58 per cento non ha risposto alla domanda.
La ricerca pone poi il focus sulle reazioni emotive al terremoto, dalle quali emerge come nonostante solo l'un per cento del campione si sia rivolto agli specialisti, siano invece stati registrati numerosi disturbi post traumatici transitori, come la comparsa di angoscia e panico (27 per cento), cambio del tono dell'umore (14 per cento), dolori somatici (13 per cento), difficoltà a dormire, incubi e flashback (15 per cento), eccessivo attaccamento ai familiari (11 per cento). Altri cambiamenti hanno interessato le abitudini alimentari (4 per cento), la difficoltà di concentrazione nello studio (15 per cento), l'attuazione di comportamenti disadattivi come l'uso di droghe e alcool (11 per cento).

