Annullata la condanna del carabiniere
La Cassazione rimanda davanti alla Corte d’appello il caso di Boccuzzi, il brigadiere finito sotto accusa per concussione
TERAMO. A tre anni dalla condanna di primo grado per due ipotesi di concussione e dalla successiva conferma dell’appello (che aveva ridotto la pena da 4 anni e sei mesi a 3 anni), la Cassazione annulla tutto e rimanda davanti alla corte d’appello (quella di Perugia per competenza). Il caso è quello di Fiorenzo Boccuzzi, all’epoca dei fatti brigadiere dei carabinieri in servizio a Teramo, che secondo l’accusa della Procura avrebbe in più occasioni fatto acquisti gratis o pagando pochissimo, approfittando del suo status di carabiniere. Accuse sempre respinte dal militare nel frattempo sospeso dal servizio. «La Suprema Corte», dice il penalista romano Antonio Trimboli, legale dell’uomo, «ha cassato interamente la sentenza del giudice di merito accogliendo il mio ricorso in cui veniva evidenziato l’assenza della condotta tipica prevista dalla legge per integrare il reato di concussione per un capo; l’erronea applicazione dei criteri di valutazione previsti dalla legge per il delitto di tentata concussione e la mancata valutazione da parte della corte d’appello delle deduzioni difensive sul punto per l’altro capo. L’annullamento con rinvio da parte della Cassazione rimette in discussione l’intera impostazione precedentemente accolta rimettendo alla corte di appello di Perugia la nuova valutazione del caso».
Boccuzzi, che all’epoca dei fatti contestati era in forza al nucleo radiomobile di Teramo, secondo l’accusa, in diverse occasioni approfittando del suo ruolo e della divisa che indossava si sarebbe fatto consegnare da alcuni commercianti generi alimentari e altri prodotti senza pagarli o pagandoli un prezzo molto più basso del reale valore. A far scattare le indagini erano state proprio le denunce degli stessi commercianti e le successive indagini fatte dagli carabinieri su delega del pm Luca Sciarretta allora in servizio alla Procura teramana. Al termine del processo di primo grado Boccuzzi era stato condannato per due capi di imputazione (relativi alla presunta concussione nei confronti di alcuni fornai e nei confronti di un elettricista) ed assolto con la formula del fatto non sussiste dagli altri due capi relativi ad episodi che avevano interessato il titolare di un negozio di motocicli e un ottico.
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