Annullato il sequestro all’ex primario

Il Riesame accoglie il ricorso per Di Egidio e un’altra indagata. Restano sigillati 220mila euro delle società farmaceutiche
TERAMO. Per conoscere i perché bisognerà attendere le motivazioni. Per ora c’è il dispositivo con cui il tribunale del Riesame (presieduto da Flavio Conciatori, a latere Francesco Ferretti e Enrico Pompei) ha accolto il ricorso e stabilito il dissequestro delle somme di denaro disposte dal gip nei confronti dell’ex primario del reparto di radiologia dell’ospedale Mazzini Vincenzo Di Egidio (ora in servizio all’ospedale di Pescara e assistito dall’avvocato Roberto Conte) nell’ambito dell’inchiesta della Procura su una presunta truffa ai danni della Asl teramana sull’acquisto di dispositivi medici. A metà novembre il gip Roberto Veneziano, accogliendo la richiesta dei pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente. Complessivamente la guardia di finanza, delegata alle indagini, ha sequestrato 264mila euro tra somme di denaro e beni nella disponibilità dei sette indagati per truffa (tra cui l’ex primario) che, secondo l’accusa ipotizzata, avrebbero messo a segno una truffa da 347mila euro ai danni della Asl teramana costretta a pagare dispositivi medici che, sempre secondo gli inquirenti, non sarebbero stati mai usati. A Di Egidio erano stati sequestrati 35mila euro.
Il Riesame ha accolto il ricorso e ha disposto il dissequestro sia per Di Egidio sia per Tiziana Di Natale (assistita dagli avvocati Gianfranco Iadecola e Antonio Di Bitonto). La donna è indagata nella sua veste (all’epoca dei fatti contestati) di operatore di reparto addetta alla compilazione di richieste di reintegro e scarico. Resta il sequestro, di oltre 200mila euro, a carico delle società distributrici di dispositivi medici coinvolte nell’inchiesta. Secondo l’accusa della Procura la presunta truffa sarebbe stata messa a segno tra il 2016 e il 2018 con l’azienda sanitaria che avrebbe comprato dispositivi vari (cateteri, spirali e stent il cui utilizzo è previsto nel corso di interventi chirurgici propri di radiologia interventistica) fatti risultare impiantati a pazienti sottoposti a interventi chirurgici ma in realtà non usati. L’inchiesta è scattata due anni fa dopo la denuncia dell’allora direttore generale della Asl Roberto Fagnano (scomparso un anno fa) e dell’allora direttore amministrativo Maurizio Di Giosia (oggi direttore generale). Dice l’avvocato Conte: «Posso affermare a nome del mio assistito che nonostante sia stato stigmatizzato anche in questa fase processuale non ha mai manifestato dubbi sulla equità e scrupolosità di questo tribunale presieduto dal giudice Flavio Conciatori con i giudici Francesco Ferretti ed Enrico Pompei nel valutare con attenzione e obiettività la sua istanza finalizzata alla revoca del provvedimento cautelare nonchè gli atti d’accusa, approdando alla più giusta e possibile decisione quale la revoca totale del sequestro subito. Il professor Di Egidio confida anche nella magistratura inquirente, augurandosi che possa concludere l’inchiesta secondo giustizia».
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