Anticorpi monoclonali, trattati 230 pazienti

8 Dicembre 2021

La Asl rivendica «risultati eccellenti» della terapia anti-Covid: solo in due casi è servito il ricovero 

TERAMO. Un’altra vittima del coronavirus in provincia: la 92enne di Alba Adriatica Silvia Cialini è morta ieri notte nel reparto di Pneumologia Covid del Mazzini. La donna era vaccinata solo con la prima dose, che non è bastata per proteggerla dalla polmonite portata dal virus.
Intanto la Asl rivendica in una nota «risultati eccellenti» ottenuti grazie alla terapia con anticorpi monoclonali. «E’ stata creata», si legge, «una fitta rete – che vede collaborare l’Ucat, le Usca, il reparto di Malattie infettive del Mazzini e la Rsa di bivio Bellocchio – grazie alla quale vengono “intercettati” subito i pazienti positivi da avviare alla terapia».
«Grazie a questo sistema», spiega il direttore generale Maurizio Di Giosia, «individuiamo subito i malati di Covid che si possono sottoporre a terapia con gli anticorpi monoclonali ed evitiamo che la malattia si possa manifestare in maniera più grave. Da una parte dunque proteggiamo i malati evitando che le loro condizioni si aggravino, dall’altra evitiamo un alto numero di accessi negli ospedali e non saturiamo i Pronto soccorso. Tutto questo è possibile, ovviamente, grazie a un impegno importante del personale medico e paramedico delle Malattie infettive e della Rsa di bivio Bellocchio e con il supporto della Pneumologia Covid diretta da Stefano Marinari».
Il meccanismo messo a punto è questo: ogni giorno l’Ucat invia alla sede Usca di Giulianova l’elenco dei positivi, e all’Usca ci sono medici formati che valutano i malati. Quelli che hanno criteri di eleggibilità vengono chiamati e viene loro proposta la terapia. Gli anticorpi monoclonali sono utilizzabili, infatti, su pazienti che devono avere una serie di requisiti: intanto devono essere over 65 e poi devono avere una patologia di tipo cardiovascolare, polmonare, neurologica o nefrologica, solo per fare degli esempi. I medici dell’Usca compilano una scheda e la inviano a Malattie infettive: qui il medico contatta il paziente, acquisisce il consenso e spiega il protocollo. «Abbiamo approntato un servizio navetta», spiega Antonella D’Alonzo, responsabile di Malattie infettive, «che prende il paziente a domicilio lo porta in reparto in un percorso protetto. I pazienti vengono visitati e si avvia la terapia che dura dai 30 ai 45 minuti, in un’unica somministrazione. Dopo restano un’ora in osservazione, vengono rivalutati da un punto di vista clinico e poi riportati a casa e lì “attenzionati”. I risultati sono eccellenti: su un nostro campione di 115 malati solo due sono tornati per essere ricoverati. Inoltre non abbiamo avuto reazioni avverse o allergiche né durante la procedura né nei giorni a seguire».
La Asl di Teramo, prima in Abruzzo, ha sottoposto a terapia circa 230 pazienti: sono oltre 180 quelli trattati al Mazzini e 50 alla Rsa di bivio Bellocchio, struttura diretta da Eleonora Sparvieri.(red.te)