Antonetti: «Altro che modello, D’Alberto è in ritardo su tutto»

23 Marzo 2024

L’ex candidato sindaco elenca una serie di lungaggini e mancanze su opere pubbliche e progetti «Si parla di vittoria del centrosinistra cittadino alle regionali: semmai hanno vinto Mariani e Pepe»

TERAMO. Decine di articoli di quotidiani, sistemati in ordine cronologico e tematico e mostrati passo passo ai giornalisti in sala, per documentare il lavoro degli ultimi anni dell'amministrazione D'Alberto. Anzi, per documentare quello che è il «non lavoro di un'amministrazione in ritardo su tutto, che fa annunci senza concretizzare e che si erge a modello da esportare in Regione: ma quale modello? Quello del sindaco è casomai uno “smodello Teramo”». Parole dell'ex candidato sindaco del centrodestra Carlo Antonetti, consigliere comunale di Forza Italia, che ieri ha tenuto una conferenza stampa per mettere in fila «fatti che dimostrano lo stato drammatico nel quale versa la nostra città e le prese in giro di questa amministrazione che in sei anni ha annunciato tanto e fatto nulla».
Antonetti ha aperto la sua disamina con una breve analisi politica del recente voto regionale: «A fronte della netta e meritata riconferma di Marsilio e del centrodestra, abbiamo dovuto ascoltare un improvvido intervento del nostro sindaco che ha parlato di una sorta di vittoria del centrosinistra e di affermazione del “modello D’Alberto-Teramo” da prendere come esempio ed esportare. Incredibile! Se proprio volessimo dar peso alla risicatissima superiorità in termini di voti, solo 502, del centrosinistra in provincia, il sindaco avrebbe fatto bene a parlare di un modello Mariani-Pepe vista la loro netta affermazione. I due consiglieri hanno tra l'altro surclassato la punta di diamante del Comune di Teramo, appoggiata da tutto il centrosinistra teramano: l'assessore Cavallari. Quale vittoria, dunque?», ha detto Antonetti che ha sottolineato come l'imminente rimpasto di giunta sia «ingiustificato dinanzi a una giunta che si vanta di essere un modello: è evidente che così non è».
Da qui il forzista ha elencato le opere annunciate e non partite o partite con ritardo. Dalla ricostruzione post sisma ai progetti del Pnrr, dal Pums alla commissione sul nuovo ospedale: articoli alla mano, Antonetti ha confrontato le dichiarazioni che sui vari temi si sono succedute da parte degli amministratori e lo stato attuale dell'arte. Alcuni esempi: «Per il municipio nel 2023 D'Alberto ha annunciato più volte la gara d'appalto e l'avvio dei lavori entro quell'anno, ma nulla. Pochi giorni fa ha dichiarato che i lavori partiranno a fine estate. Ma non è vero perché soltanto a gennaio il Comune ha presentato all’Usr il progetto definitivo esecutivo per un esame preventivo prima dell’invio al subcommissario, il quale deve indire una conferenza di servizi speciale per parere e nulla osta. Poi si potrà procedere nell’istruttoria e alla prima approvazione del progetto che sarà sottoposto alla Sovrintendenza. Solo dopo ci potrà essere l’approvazione definitiva, l’adozione del decreto di concessione del finanziamento e la gara d'appalto. Questi sono i tempi reali», ha detto Antonetti, parlando negli stessi termini delle scuole da ricostruire e del museo archeologico e sostenendo che «in alcuni casi, come per la scuola De Jacobis, non c'è neppure il progetto». Il consigliere ha poi spostato l'attenzione sul cantiere di piazza Garibaldi: «Era stato Cavallari a dire che a settembre la piazza sarebbe tornata fruibile, invece si è addirittura dimesso il direttore dei lavori e tutto è fermo», ha detto citando poi lo stallo sullo stadio Bonolis, l'assenza di un progetto per il vecchio Comunale e per via Longo, la condizione dei siti archeologici e del cineteatro «dove i lavori non partono e non ci si è preoccupati di trovare per tempo un luogo sostitutivo per la cultura». Critiche sono piovute per il Pums, la gestione dei parcheggi e il palazzetto di Scapriano che «stanno riducendo a 600 posti, neanche fosse un impianto del più piccolo dei paesi», ha concluso Antonetti contestando anche i «mancati investimenti in settori strategici come il turismo, l'industria, l'agricoltura, l'istruzione: zero euro su queste voci nell'ultimo bilancio».
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