Antonetti: «La città deve uscire da indecisioni e immobilismo»

Il candidato sindaco lancia il suo progetto civico con il sostegno dei partiti del centrodestra unito: «Farò una mia lista e sarà competitiva. La sede municipale non ricostruita è l’emblema dei ritardi»
TERAMO . «Uscire dalla logica del pareggio, accontentandosi di non retrocedere». Carlo Antonetti, candidato sindaco civico, nel giorno dell’abbraccio elettorale con il centrodestra fa leva sulla sua passione e competenza sportiva per indicare l’orizzonte di Teramo. Affiancato da leader e rappresentanti della coalizione, che ha deciso di sostenerlo dopo una lunga trattativa interna, l’ex presidente del Teramo Basket in serie A – «per dieci anni», precisa lui – rilancia suggestioni legate a quel periodo magico per lo sport biancorosso. «I cittadini mi hanno chiesto un atto di coraggio», sottolinea ribadendo la matrice civica della sua candidatura, «è un impegno gravoso e difficile, ma i capelli bianchi non mi hanno dato saggezza: mi piace sognare e ridare alla città il ruolo che merita».
agonismo politico
Antonetti promette di «trasformare il sogno in progetto» con la forza di associazioni, cittadini e partiti che lo sostengono in vista della sfida elettorale del 14 e 15 maggio. «Ci sarà anche una mia lista e cercherò di renderla molto competitiva perché mi piace la competizione e qui siamo tutti agosti», precisa riferendosi a parlamentari e coordinatori politici che gli siedono accanto. L’obiettivo condiviso è «ridare entusiasmo, speranza, colore e visione del futuro» a una città in cui «l’ordinario è diventato straordinario», immersa nel grigio e impastoiata nella «non decisione», come nei casi del nuovo ospedale e dello stadio Bonolis. «L’emblema dell’immobilismo è la sede storica del Comune», insiste Antonetti, «il fatto che la casa di tutti non sia ancora ricostruita la dice lunga su quello che è successo finora». Il candidato fa riferimento anche alle scuole e al museo archeologico come ulteriori esempi del ritardo cronico accumulato dalla ricostruzione pubblica. Quello che propone in alternativa è un «progetto nuovo, originale» portato avanti sulla base di scelte condivise. «Non faremo annunci», conclude, «ma saremo l’amministrazione delle cose concrete».
I PARTITI ALLEATI
L’intervento che incuriosisce di più tra quelli dei rappresentanti del centrodestra è del vice coordinatore abruzzese della Lega, l’ex deputato Antonio Zennaro, che porta i saluti anche di Pietro Quaresimale, l’assessore regionale a lungo designato dal Carroccio come candidato sindaco prima del suo passo indietro e assente «per motivi personali e familiari». Il rappresentante leghista garantisce pieno appoggio ad Antonetti con una lista del suo partito «perché Teramo merita più di una giunta che ha immobilizzato risorse, appalti e sviluppo». Per Paolo Tancredi (Noi moderati) il centrodestra ha «trovato una sintesi che dimostra grande sensibilità nei confronti di questo territorio», mentre Dante D’Elpidio sottolinea che l’adesione dell’Udc al progetto di Antonetti «risale a oltre un mese fa». Nazario Pagano (Forza Italia) fa notare che «la scelta di un candidato civico, un professionista stimato e capace, è la più giusta per la coalizione». Secondo Etelwardo Sigismondi (FdI) si prospetta una «nuova primavera per la città che parte da un appello civico». A chiudere è il governatore Marco Marsilio. «Questo è un progetto serio e credibile», osserva, «per fare uscire Teramo dall’opacità e dal vittimismo della sua attuale classe dirigente».
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