Appalti, acquisiti altri atti in Provincia

Le Fiamme gialle tornano negli uffici di via Milli per l’indagine su corruzione, abuso e turbativa d’asta
TERAMO. A distanza di alcuni mesi dalla proroga chiesta ed ottenuta dalla Procura di Teramo nell'ambito delle indagini su una presunta corruzione negli appalti pubblici in Provincia e in alcuni Comuni, lunedì mattina gli uomini delle Fiamme gialle hanno effettuato una nuova acquisizione di atti in Provincia su delega del pm Andrea De Feis, che ha ereditato il fascicolo dal collega Luca Sciarretta da alcuni mesi in servizio alla Procura di Pescara. Da quanto si apprende nell'inchiesta non ci sarebbero nuovi indagati e gli inquirenti potrebbero a breve tirare le fila della lunga e certosina attività di indagine che vede sul tavolo decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza che hanno interessato non solo la Provincia ma anche altri enti pubblici tra i quali i Comuni di Teramo, Atri e Pineto e i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche.
L'ipotesi al vaglio di investigatori e magistrati è che in diversi casi le somme urgenze altro non fossero che procedure scelte solo per favorire una impresa rispetto ad un’altra. Nell’inchiesta, nata dalle intercettazioni del procedimento Castrum, ci sono cinque indagati: il consigliere provinciale e neo assessore al Comune di Controguerra Mauro Scarpantonio, il funzionario del settore viabilità della Provincia Dario Melozzi, gli imprenditori teramani Armando Di Eleuterio (che è anche presidente regionale dell’Ance, l’associazione regionale dei costruttori) e Diego Di Sabatino, il dirigente del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista. Le ipotesi di reato ipotizzate sono quelle di corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Non è escluso che, al termine delle indagini, possano essere iscritti anche altri nomi nel registro degli indagati. (a.m.)
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