Appalti Ater, a giudizio per abuso Marco Pierangeli e Di Timoteo

TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità giudiziaria. Così ha stabilito il gup Mauro Pacifico che ieri ha rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio l'ex direttore dell'Ater di Teramo...
TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità giudiziaria. Così ha stabilito il gup Mauro Pacifico che ieri ha rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio l'ex direttore dell'Ater di Teramo Lucio Di Timoteo e l'ex amministratore unico Marco Pierangeli. Un processo che inizierà a quattro anni dall’avvio dell’inchiesta del pm Davide Rosati sull'affidamento di una serie di lavori da parte dell'Ater.
A Di Timoteo la Procura contesta anche l'accusa di falso per aver dichiarato in due casi che la perizia giustificativa era allegata al verbale di somma urgenza mentre, secondo l’accusa, così non sarebbe stato.
L'inchiesta sui lavori riguarda l'affidamento di una serie di lavori ad una ditta di cui era titolare un parente di Di Timoteo.
Sotto accusa, in particolare, tutta una serie di determine di liquidazione ed affidamenti dei lavori in somma urgenza sottoscritte dall'ex direttore dell'Ater, che per la Procura, oltre a non astenersi in presenza di un interesse di un parente, le avrebbe firmate in violazione di norme, e alcuni mandati di pagamento firmati -sostiene l’accusa- nonostante il mancato rispetto di alcune procedure amministrative. Da qui l'accusa di abuso d'ufficio. Un reato, quest’ultimo, che viene contestato anche a Pierangeli per aver sottoscritto, anche lui in violazione di norme e nella sua veste all’epoca dei fatti di amministratore unico dell’Ater, un provvedimento di liquidazione di 43mila euro procurando, sempre secondo l’accusa della Procura, un ingiusto profitto alla ditta in questione «nonostante», ha scritto il pm nella richiesta di rinv o a giudizio, «la predetta somma liquidata facesse parte della massa di debiti non pagati in quanto ritenuti “fuori bilancio” dall’Ater per una cifra superiore a euro 575.000,00». I due sono difesi dagli avvocati Gennaro Lettieri e Enrico Mazzarelli. Il 3 maggio la prima udienza del processo.(d.p.)
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