Appalti Ater, il tribunale dispone la perizia tecnica

A processo per abuso d’ufficio ci sono l’ex amministratore unico Pierangeli e l’ex direttore Di Timoteo. Sotto accusa alcuni lavori affidati in somma urgenza
TERAMO. Nel processo per abuso d’ufficio a carico dell’ex direttore dell’Ater di Teramo Lucio Di Timoteo e dell’ex amministratore unico Marco Pierangeli, entra una perizia tecnica volta a verificare la regolarità delle determine di liquidazione e di affidamento dei lavori oggetto del procedimento penale. A disporla, su richiesta della difesa, il collegio presieduto dal giudice Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano ed Enrico Pompei), che dopo l’audizione del primo testimone dell’accusa, un maresciallo che all’epoca si era occupato di svolgere alcuni accertamenti sulle determine incriminate, ha rinviato il processo all’udienza del 17 ottobre, quando sarà affidato l’incarico ai due periti, un ingegnere e un architetto di Chieti.
Il processo, che si è aperto a distanza di quattro anni dall’avvio dell’inchiesta, coordinata dal pm Davide Rosati, riguarda tutta una serie di lavori appaltati dall’Ater tra il 2011 e il 2014 a una ditta di cui sarebbe stato titolare un parente dell’ex direttore Ater. Sotto accusa, in particolare, sono finite una serie di determine di liquidazione e affidamenti dei lavori in somma urgenza sottoscritte da Di Timoteo che per la Procura, oltre a «omettere di astenersi in presenza dell’interesse di un affine», come si legge nel capo di imputazione, le avrebbe firmate in violazione di tutta una serie di norme tra cui quella del limite di soglia di 40mila euro, procurando alla ditta un ingiusto vantaggio patrimoniale. Accuse rigettate da Di Timoteo la cui difesa, rappresentata dall’avvocato Gennaro Lettieri, ha fatto rilevare come non vi sia alcun legame di affinità tra l’ex direttore Ater e il titolare della ditta appaltatrice. Ma l’abuso d’ufficio non viene contestato solo all’ex direttore Ater. Dello stesso reato deve infatti rispondere anche Marco Pierangeli, difeso dall’avvocato Enrico Mazzarelli, al quale la Procura contesta di aver sottoscritto, anche lui in violazione di norme e nella sua veste all’epoca dei fatti di amministratore unico dell’Ater, un provvedimento di liquidazione di 43mila euro procurando, sempre secondo l’accusa della Procura, un ingiusto profitto alla ditta in questione «nonostante», come si legge sempre nel capo di imputazione, «la predetta somma liquidata facesse parte della massa di debiti non pagati in quanto ritenuti “fuori bilancio” dall’Ater per una cifra superiore a euro 575.000,00». Se Pierangeli risponde solo di abuso d’ufficio a Di Timoteo la Procura contesta invece anche l’accusa di falso per aver dichiarato in due casi che la perizia giustificativa era allegata al verbale di somma urgenza mentre, secondo l’accusa, così non sarebbe stato. Accuse che adesso dovranno essere provate in dibattimento.
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