Appalti e mazzette La lottizzazione Palme rischia l’annullamento

L’accusa della Procura: la Mastropietro l’avrebbe favorita in cambio dei lavori da tre milioni alla società del marito
GIULIANOVA. La tesi della Procura è chiara: il piano di lottizzazione Lido delle Palme è il frutto di un accordo corruttivo e quindi come tale destinato a finire sotto una particolare lente d’ingrandimento. Il che, fuori dai tecnicismi giuridici, significa che l’iter amministrativo seguito per arrivare alla definizione del piano è a rischio annullamento. I faldoni sequestrati nell’ufficio della dirigente Maria Angela Mastropietro sono già all’esame di investigatori e inquirenti così come la delibera con cui l’8 settembre dell’anno scorso la giunta comunale ha adottato quel piano di lottizzazione dopo il pronunciamento del Tar che aveva accolto il ricorso di alcuni proprietari di aree. E sotto esame ci sono anche tutti gli appalti definiti dalla Mastropietro.
Le indagini dei pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta sul presunto giro di appalti e mazzette a Giulianova, che hanno portato ad otto arresti, macinano provvedimenti nell’ambito di un’inchiesta che giorno dopo giorno svela nuovi retroscena nella consapevolezza che la chiusura sia ancora lontana. La Procura sostiene, e a supporto porta decine di intercettazioni ambientali e telefoniche, che la Mastropietro in cambio di alcune facilitazioni all’iter del piano abbia ottenuto la promessa dell’ affidamento di un appalto di tre milioni che sarebbe stato stipulato dal consorzio Lido delle Palme con la società Rima, di fatto gestita da lei e dal marito Stefano Di Filippo (entrambi sono in carcere). Chiaro a questo proposito il gip Domenico Canosa a pagina 548 dell’ordinanza: «La Mastropietro si impegnava a compiere e anche compiva atti d’ufficio ed atti contrari ai doveri d’ufficio nell’ambito del procedimento amministrativo relativo al piano di lottizzazione denominato Lido delle Palme, tra i quali anche quelli afferenti la procedura espropriativa, non ancora terminata, da lei intrapresa nei confronti di Alfonso e Giulio Pagliaricci (i ricorrenti al Tar (ndr), nonchè le indicazioni fornite ai progettisti del piano per apportare modifiche progettuali idonee, per un verso, a rendere più agevole l’approvazione del progetto da parte della competente Soprintendenza, per altro verso, a rendere meno efficace il ricorso al Tar presentato da Alfonso e Giulio Pagliaricci avverso le suddette deliberazioni della giunta comunale, ciò facendo in cambio della promessa accettata di conferimento, da parte di Ennio Di Saverio, presidente del consorzio Lido delle Palme (indagato (ndr) e promotore del piano di lottizzazione e Filippo di Giambattista (amministratore della società municipalizzata Giulianova Patrimonio (attualmente ai domiciliari (ndr), nipote di Ennio Di Saverio, la promessa dell’affidamento di un appalto del valore di circa tre milioni, che sarebbe stato stipulato dal consorzio Lido delle Palme con la società Rima, di fatto gestita dai coniugi Mastropietro- Di Filippo, avente ad oggetto la realizzazione delle opere di urbanizzazione previste nel piano di lottizzazione».
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