Appalti in Comune, quattro indagati

2 Luglio 2019

Blitz della Finanza negli uffici tecnici: sotto accusa per frode, abuso e falso due funzionari comunali e due privati

TERAMO. L’inchiesta si muove su direttrici già ben delineate dalla Procura che sono quelle dei lavori affidati in somma urgenza dal Comune.
Su delega del pm Andrea De Feis ieri mattina gli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza hanno acquisito svariata documentazione nell’ufficio tecnico del Comune di Teramo nell’ambito di una indagine le cui ipotesi di reato, per ora, sono quelle di frode delle pubbliche forniture, abuso d’ufficio e falso in concorso. Fino a questo momento quattro gli indagati tra dipendenti comunali, imprenditori e direttore dei lavori.
Gli atti acquisiti riguardano lavori di somma urgenza fatti nella scuola elementare Risorgimento e la sistemazione di alcune rotonde sempre nel capoluogo, in particolare lavori che avrebbero riguardato l’installazione di impianti di illuminazione. Obiettivo di investigatori e inquirenti è quello di accertare le modalità seguite per l’affidamento dei lavori e la corrispondenza tra interventi eseguiti e pagamenti percepiti. Va precisato che si tratta di interventi affidati dalla precedente amministrazione comunale. È ipotizzabile, vista la mole di documentazione acquisita ieri mattina negli uffici tecnici che si trovano nel Parco della Scienza, che sul materiale venga disposta una consulenza tecnica. Così commenta il primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto : «Massima fiducia nell’operato della magistratura e massima collaborazione e disponibilità nel fornire tutta la documentazione richiesta».
L’indagine, che ieri mattina ha visto i finanzieri tornare ancora nell’ufficio tecnico del municipio, nasce da un’altra maxi inchiesta della Procura teramana su appalti e somme urgenze che per la cronaca è diventata “ Appaltopoli” e che è quella aperta nel 2018 per corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti (fascicolo sempre di de Feis) a seguito della mole di intercettazione messa insieme nel procedimento Castrum. In questo caso all’attenzione di inquirenti e investigatori sono finite già decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza risalenti soprattutto nei periodi delle emergenze terremoto e neve del gennaio 2017. E in questo contesto sono tantissimi gli atti finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria nel corso di altrettante acquisizioni fatte nell’ultimo anno negli enti pubblici finora coinvolti: la Provincia, i Comuni di Teramo, Atri e Pineto, i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche.
La Procura, in questo caso, è decisa a dimostrare come, in molti casi, le somme urgenze altro non fossero che procedure scelte solo per favorire una impresa rispetto ad un’altra. L’inchiesta madre con cinque indagati, dopo una seconda proroga d’indagine chiesta e concessa dal gip, è ormai vicina alla chiusura. Ancora lontano dalla chiusura, invece, lo stralcio aperto successivamente. Nei fatti un procedimento bis con nuovi indagati (almeno sette tra cui alcuni imprenditori) che ha aperto un’altra finestra nella maxi inchiesta per corruzione sugli appalti pubblici della Procura teramana. Il fascicolo porta sempre la firma di De Feis che ha ereditato il primo dal collega Luca Sciarretta, ormai da un anno in servizio nel palazzo di giustizia pescarese. In questo contesto sarebbero emersi fatti nuovi ad ancorare l’inchiesta a ipotesi già ben tratteggiate dalla Procura. Anche il nuovo fascicolo muove da un assunto ben preciso ma, evidentemente, ancora tutto da provare: un sistema in cui gli imprenditori si mettevano d’accordo per spartirsi gli appalti.
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