«Appalti, nuovo codice deleterio»

Appello del collegio Aniem agli enti locali: costi troppo elevati, tutelateci voi
TERAMO. Le imprese edili teramane aderenti all’Aniem criticano il nuovo codice appalti, che in alcuni casi arriva a danneggiare le aziende.
Il presidente del collegio costruttori edili e affini Aniem, Fiorenzo Polisini, osserva che l’attesa per il nuovo codice era grande ma gli imprenditori sono rimasti delusi: «anche questa volta gran parte degli obiettivi prefissati dal mio punto di vista sono stati disattesi e credo proprio che si è persa un'altra grande occasione per aiutare il settore delle costruzioni e le sue piccole e medie imprese». Polisini fa notare che, ad esempio sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, diventata regola sugli appalti sopra un milione di euro le imprese subiranno un danno. «I costi di partecipazione ad una gara diventano troppo elevati per le piccole imprese, in un momento in cui è difficilissimo far quadrare i bilanci, non si può chiedere alle stesse di investire in progettazione anche per appalti di entità non elevata, inoltre», continua Polisini, «con le commissioni totalmente interne per lavori fino a 5,2 milioni, viene lasciata troppa discrezionalità alla pubblica amministrazione appaltante, non tutte le tipologie di appalti di lavori si prestano a possibili migliorie e soluzioni tecniche innovative, alimentando ancor di più valutazioni svincolate da parametri di obiettività e rimesse a scelte e criteri troppo soggettivi».
Critiche anche per gli appalti fino ad un milione di euro, le cosiddette procedure negoziate: «si è parlato tanto ma non si è fatto niente, a sorpresa l'ultima versione del codice lascia tutto più o meno com'è oggi con la possibilità di affidare gli appalti, che rappresentano quasi il 90% del mercato, con una procedura negoziata senza bando con la consultazione di almeno dieci imprese», osserva il presidente.
Il collegio auspica che le linee guida Anac portino degli aggiustamenti ma allo stesso tempo chiede alle amministrazioni locali, con Provincia e Comune di Teramo in testa, «di attivare un confronto con le imprese per condividere e provare a garantire sui nostri territori il rispetto di quei principi tanto cari al legislatore quali trasparenza, rotazione e imparzialità di cui spesso però nelle procedure di gara non troviamo traccia. Una cosa è certa, la nostra associazione sarà sempre molto vigile!».
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