«Appalti sempre alle solite ditte» Così l’Anac bacchetta il Comune

25 Gennaio 2023

L’Autorità anticorruzione: molteplici violazioni dei principi di rotazione ed economicità degli incarichi Su 42 affidamenti solo due derivati da gare d’appalto. Un’impresa ne ha ottenuti due lo stesso giorno

TERAMO. C’è una ditta che ha ricevuto due affidamenti diretti nello stesso giorno per lavori di adeguamento di aule scolastiche alle disposizioni anti-Covid. Si tratta di uno dei casi citati dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, per evidenziare anomalie nella gestione degli incarichi da parte del Comune. Nel triennio 2019-2021, rileva l’organismo di controllo, su 42 appalti, 19 sono stati affidamenti diretti, 21 procedure negoziate e solo due aggiudicazioni tramite gare d’appalto aperte.
Per l’Anac, che ha proceduto alle verifiche su segnalazione della guardia di finanza, sono questi i dati che evidenziano «molteplici violazioni dei principi di rotazione degli incarichi e economicità ed efficacia dell’agire della pubblica amministrazione». Il Comune, stando ai riscontri forniti dall’Autorità, si è difeso «precisando che dall’8 agosto 2020 il settore tecnico è stato suddiviso in due aree. Di conseguenza, secondo l’ente, l’esistenza di due diversi centri decisionali, nonché di due diversi responsabili unici del procedimento, potrebbe in alcuni casi aver determinato l’affidamento di differenti appalti a un solo operatore economico. Ciò, secondo il Comune, sarebbe giustificato dal fatto che nelle fasi antecedenti alla pubblicazione degli esiti delle procedure di gara, i dirigenti non sono a conoscenza dell’operato dell’area e del settore diversi da quelli di appartenenza. Inoltre il Comune ha sottolineato la difficile gestione degli affidamenti anche per l’assenza di un regolamento interno sugli appalti adeguato alle norme vigenti». Argomentazioni che, però, non hanno convinto l’Anticorruzione. Quest’ultima, infatti, evidenzia situazioni in cui si «rileva la costante abitudine della stazione appaltante (il Comune ndr) di rivolgersi sempre alla stessa platea di operatori economici, peraltro aventi quasi tutti sede legale a Teramo e provincia. Ciò, oltre a prospettare una non adeguata applicazione del criterio della territorialità, con possibile lesione dei principi di libera concorrenza e non discriminazione, determina un’importante limitazione della platea degli operatori disponibili e una scarsa diversificazione degli stessi».
A detta dell’Autorità, infatti, gli enti possono derogare al principio di rotazione degli affidamenti con motivazioni specifiche. «Nei casi in esame, invece, non sembra che l’ente abbia riscontrato un’effettiva assenza di alternative, essendosi limitato, da un lato a invitare sempre le solite aziende per l’infondato timore che la gara andasse deserta», precisa, «e dall’altro ad affidare direttamente l’appalto al contraente uscente semplicemente dopo aver contattato “per le vie brevi” alcune imprese». L’invito al Comune, dunque, è a mettersi in regola adottando diverse procedure di assegnazione degli incarichi.
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