Appalti sospetti, scatta l’inchiesta bis

26 Ottobre 2018

Almeno sette i nuovi indagati, soprattutto imprenditori: nel mirino i lavori di somma urgenza dopo le calamità

TERAMO. Per il codice di procedura penale è uno stralcio. Nei fatti un procedimento bis con nuovi indagati (almeno sette tra cui alcuni imprenditori) che apre un’altra finestra nella maxi inchiesta per corruzione sugli appalti pubblici della Procura teramana. Il nuovo fascicolo è del pm Andrea De Feis che ha ereditato il primo dal collega Luca Sciarretta da luglio in servizio nel palazzo di giustizia pescarese. Fatti nuovi ad ancorare l’inchiesta a ipotesi già ben tratteggiate dalla Procura e che tracciano una netta linea tra il primo e il secondo fascicolo.
A cominciare dai tempi visto che per il primo l’ultima proroga chiesta ed ottenuta dall’autorità giudiziaria scadrà tra qualche mese, data in cui la Procura dovrà necessariamente chiudere questo stralcio. Anche il nuovo fascicolo muove da un assunto ben preciso ma, evidentemente, ancora tutto da provare: un sistema in cui gli imprenditori si mettevano d’accordo per spartirsi gli appalti con il concorso di funzionari e politici in cambio di qualcosa con un modus operandi ben collaudato.
All’attenzione di inquirenti e investigatori (delegati alle indagini gli uomini della guardia di finanza teramana del nucleo di polizia economico-finanziaria) ci sono decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza soprattutto nei periodi delle emergenze terremoto e neve del gennaio 2017. Perchè tantissimi sono gli atti finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria nel corso di altrettante acquisizioni fatte anche di recente negli enti pubblici finora coinvolti: la Provincia, i Comuni di Teramo, Atri e Pineto, i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche. La Procura è decisa a dimostrare che, in molti casi, le somme urgenze altro non fossero che procedure scelte solo per favorire una impresa rispetto ad un’altra. Nel primo fascicolo, nato dalla mole di intercettazioni del procedimento Castrum, ci sono cinque indagati: il consigliere provinciale e neo assessore al Comune di Controguerra Mauro Scarpantonio (che nei mesi scorsi ha rimesso la delega alla viabilità); il funzionario del settore viabilità della Provincia Dario Melozzi; gli imprenditori teramani Armando Di Eleuterio (che è anche presidente regionale dell’Ance, l’associazione regionale dei costruttori) e Diego Di Sabatino. Con loro c’è anche il dirigente del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista. Le ipotesi di reato ipotizzate sono quelle di corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Ma l’elenco degli indagati è destinato ad allungarsi. E, molto probabilmente, non solo con i sette già iscritti nell’inchiesta bis.
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