Appalto alla Asl, fisioterapisti in rivolta

5 Dicembre 2014

L’Aifi chiede di revocare la gara fatta con criteri tali da escludere concorrenti che avrebbero fatto risparmiare l’azienda

TERAMO. Si dichiara pronta a un esposto alla procura della Repubblica la delegazione teramana dell’Aifi, l’associazione italiana fisioterapisti sul piede di guerra contro la Asl dopo l’esito di una gara per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi).

A guidare la protesta in nome di un raggruppamento temporaneo di professionisti costituito da una quindicina di operatori è uno dei fisioterapisti, Alfredo Caccioni, che parla di forti ambiguità e di criteri machiavellici sul bando predisposto e su cui la commissione interna della Asl ha aggiudicato la gara. I fisioterapisti arrivarono al primo posto della graduatoria in una gara precedente, grazie a un’offerta economica competitiva che consentiva loro di chiedere solo 16,50 euro a prestazione contro i 21 euro a prestazione che la Asl erogava alla cooperativa Kcs in scadenza. «Riusciamo a essere competitivi», spiega Caccioni che è anche consigliere comunale di maggiorzanza, «proprio perché non dobbiamo passare per i vincoli e i subappalti delle cooperative». Questo avrebbe permesso alla Asl di risparmiare circa 50mila euro ma inspiegabilmente e discrezionalmente, secondo i fisioterapisti, la Asl ha annullato poi quella gara, prorogando il servizio alla Kcs per sei mesi.

«Ancor più grottesca la gara successiva emanata dalla Asl e i criteri introdotti per l’aggiudicazione», spiega Caccioni, «A differenza della precedente gara, dove il punteggio era maturabile in base all’offerta economica, il nuovo bando prevedeva che si dovesse raggiungere prima una soglia minima di 21 punti attribuibili su criteri tecnici e calcoli matematici molto complessi e valutazioni soggettive». Un raggruppamento di imprese si è aggiudicato il primo posto, mentre le altre tre imprese concorrenti, tra cui i fisioterapisti in questione, non hanno ottenuto nemmeno il punteggio minimo per accedere alla valutazione dell’offerta economica. In sintesi la seconda gara, per i 15 fisioterapisti, sarebbe stata costruita prevedendo l’introduzione di parametri propedeutici allo sbarramento della proposta economica. Caccioni vuole vederci chiaro anche in virtù del fatto che l’associazione temporanea d’imprese aggiudicataria, la “Futura e Montedoro” ha al suo interno una cooperativa che si è costituita da appena tre mesi. «Come è possibile che il progetto tecnico di una cooperativa nata di recente in termini di esperienza maturata sia superiore ad altre realtà più consolidate?». Oltre ai 15 fisioterapisti, non hanno raggiunto la “sufficienza tecnica” nemmeno cooperative affermate quali “Assistenza 2000” di Ascoli, che verbalizzato un ricorso amministrativo, e la Horizon di Pescara. «In pratica hanno escluso tre ditte spalancando le porte dell’aggiudicazione all’unica Ati che ha avuto la possibilità di presentare l’offerta economica a 21 euro e 67 centesimi. Più di quello che la Asl spendeva con la precedente cooperativa, e “ritagliato” quasi a misura dei 22 euro di partenza che era la cifra fissata dalla Asl per valutare il ribasso». Caccioni chiede al nuovo manager Asl Roberto Fagnano « di mettere fine alle vecchie lobby che celano i tanti interessi economici, sindacali e politici evidenti dietro questa vicenda».

Marianna De Troia

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