Appalto scuola, la ditta presenta ricorso al Consiglio di Stato

9 Marzo 2019

Il Comune di Alba Adriatica , che stava valutando di avviare la procedura per l’affidamento dei lavori  alla seconda classificata, si è a sua volta costituita in giudizio per difendere l’operato dei suoi uffici

ALBA ADRIATICA. L’appalto per la realizzazione della nuova scuola media di Alba Adriatica finisce sul tavolo del Consiglio di Stato. Nei giorni scorsi, infatti, la ditta di Sant’Omero che aveva vinto la gara ha deciso di impugnare la sentenza con cui il Tar, a fine 2018, aveva annullato l’aggiudicazione dell’appalto da un milione e 400mila euro per il secondo stralcio dell’opera e ordinato l’interruzione dei lavori in corso a causa del riscontro di dichiarazioni giudicate fuorvianti all’interno dell’offerta con cui la ditta stessa aveva partecipato al bando.
Nonostante la volontà di velocizzare la ripresa dei lavori il Comune, che nei giorni scorsi stava valutando l’ipotesi di avviare tutte le verifiche necessarie per procedere all’aggiudicazione dell’appalto alla ditta arrivata seconda, ha dunque dovuto cambiare strategia ed adeguarsi alla novità costituendosi a sua volta in giudizio per difendere l’operato dei propri uffici nell’iter burocratico. Al Consiglio di Stato, ad ogni modo, è stata chiesta anche la sospensiva dell’efficacia della sentenza del Tar, così da abbattere i tempi per la ripresa dei lavori prima della discussione del ricorso e del pronunciamento definitivo dei giudici nel merito della questione. Il cronoprogramma del Comune, infatti, è strettissimo: la nuova scuola di via duca d’Aosta deve essere terminata nel 2020, affinché possano essere trasferite al suo interno le classi che oggi seguono le lezioni nell’ala di via Saffi, che a sua volta è al centro di un’imminente opera di adeguamento sismico che deve rispettare i tempi stretti imposti dal Ministero dell’istruzione per il finanziamento da due milioni di euro.
Dal municipio, ad ogni modo, esternano un cauto ottimismo. Il Comune infatti confida nella possibilità che il Consiglio di stato si pronunci in tempi più brevi del solito, vista l’urgenza: la speranza è di ricevere l’assenso alla ripresa dei lavori entro un mese. Nel frattempo, si attende un segnale dall’Unione dei comuni della Val Vibrata: ad oggi ancora non è certo se quest’ultima deciderà o meno di nominare un legale rappresentante per difendere il proprio operato davanti al Consiglio di stato. A gestire la gara d’appalto su cui si è abbattuta la scure del Tar, infatti, è stata proprio la centrale unica di committenza dell’Unione, che si è però sfilata dal contenzioso legale di primo grado scaricando di fatto tutta la responsabilità sul Comune e sul suo ufficio lavori pubblici, che hanno avuto un ruolo nel completare la fase di aggiudicazione.
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