“Appaltopoli”, nessun reato: la Procura chiede di archiviare

10 Luglio 2021

Tra i cinque indagati il consigliere provinciale Scarpantonio e l’imprenditore edile Di Eleuterio Nel mirino decine di gare, erano contestate le ipotesi di corruzione e turbata libertà degli incanti

TERAMO. Nessun reato. O, a voler sottolineare tecnicismi giuridici, nessuna procedura perseguibile penalmente. È una circostanziata richiesta di archiviazione a chiudere la maxi inchiesta della Procura diventata per la cronaca “Appaltopoli”, un corposo fascicolo su una presunta corruzione negli appalti pubblici nel Teramano. La richiesta di archiviazione firmata dal pm Andrea De Feis (subentrato durante le indagini al collega Luca Sciarretta ora in servizio a Pescara) riguarda tutti gli indagati: l’attuale consigliere provinciale di minoranza e assessore comunale di Controguerra Mauro Scarpantonio indagato nella sua veste, all’epoca dei fatti, di consigliere provinciale delegato alla viabilità; il funzionario della Provincia Dario Melozzi; gli imprenditori edili teramani Armando Di Eleuterio (ex presidente regionale dell’Ance, l’associazione regionale dei costruttori) e Diego Di Sabatino; il dirigente (all’epoca dei fatti) del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista. Le ipotesi di reato ipotizzate, a vario titolo, erano quelle di corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti.
L’inchiesta era scattata nel 2018 e all’attenzione di inquirenti e investigatori (delegati alle indagini gli uomini del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza) erano finite decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza risalenti soprattutto ai periodi delle emergenze terremoto e maxi nevicata del gennaio 2017. Tantissimi gli atti finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria nel corso di altrettante acquisizioni fatte all’epoca nelle sedi di Provincia, Comuni di Teramo, Atri e Pineto, compartimenti Anas di Abruzzo e Marche. Un maxi fascicolo, quello di “Appaltopoli” nato dalla mole di intercettazioni del procedimento Castrum, l’inchiesta su un presunto giro di appalti e mazzette a Giulianova chiuso in primo grado con svariate condanne tra cui quella a cinque anni a carico dell’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro (fascicolo che non ha assolutamente riguardato i cinque per cui la Procura ha chiesto l’archiviazione).
La richiesta di archiviazione firmata del pm De Feis è arrivata dopo una lunga e certosina indagine svolta non solo con degli accertamenti tecnici (a cominciare da quelli sui telefonini sequestri all’epoca ad alcuni indagati e successivamente dissequestrati) ma anche con le testimonianze delle molteplici persone informate sui fatti che in questa veste sono state sentite dalla polizia giudiziaria. L’ultima parola spetta ora al gip che dovrà decidere se archiviare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA