Appello a D’Alfonso: salva dal caos lo Zooprofilattico

13 Maggio 2015

La Rsu chiede un incontro al governatore e al collega molisano Frattura prima del cambio al vertice. Mattioli in corsa per il posto di direttore generale

TERAMO. Allo Zooprofilattico l’aria dev’essere davvero pesante se i rappresentanti sindacali dell’istituto hanno ritenuto di inviare ai governatori di Abruzzo e Molise, e contestualmente alla stampa, una lettera il cui messaggio, in estrema e brutale sintesi, è: qui rischiamo di andare a rotoli, la politica intervenga per salvare l’ente dal caos.

La missiva, firmata dal presidente della Rsu Giovanni Foschi, comincia così: «Facendo seguito al tentativo della precedente Rsu di avere un contatto con la presidenza della Regione Abruzzo, rinnoviamo con la presente l'esigenza di avere in tempi brevi la possibilità di un incontro con i presidenti di entrambe le Regioni, Abruzzo e Molise. Obiettivo è salvaguardare la nostra struttura lavorativa, preservandola dal divenire ricettacolo di scarse competenze tecnico-amministrative e politiche a discapito delle indispensabili abilità richieste per conservare il patrimonio di competenze e referenze a livello nazionale e internazionale».

Il riferimento è evidentemente al futuro e prossimo cambio di governance dell’istituto, previsto dalla legge di riordino recentemente approvata. Voci di corridoio danno Mauro Mattioli, ex rettore dell’università di Teramo, come futuro direttore generale. Foschi non parla di nomi, ma sul futuro sottolinea: «Errore sarebbe adottare la miope prospettiva che guarda solo alla tutela del patrimonio tecnico-scientifico in ambito veterinario, sicuramente importante, ma vero patrimonio è tutto l'insieme di informazioni, relazioni e competenze che derivano dalla forza rappresentata dal personale dell'Istituto».

Il nocciolo duro della lettera è la descrizione dell’attuale situazione, che la Rsu vede così: «I continui cambi di governance degli ultimi anni hanno posto freno e tolto forza a chi, vedendo il traguardo della sua attività in prossimità del punto di partenza, ha deliberatamente assunto scarso potere decisionale e questo all'interno di una struttura che, con la fine del commissariamento ventennale, sperava in una più razionale e, alla luce dei fatti succedutisi, più trasparente attività amministrativa». Evidente il riferimento all’attuale dg Fernando Arnolfo, alle prese da tempo con una guerra con il cda che ne limita l’azione. La Rsu, in vista del cambio al vertice in arrivo, auspica anche «la potenziale, ma non sicura risoluzione di problematiche vecchie e arenate quali il blocco dei fondi del personale, posticipate e vincolate attualmente al giudizio della Corte dei conti. Legittima aspirazione del personale», continua Foschi, «è arrivare finalmente ad una tranquillità amministrativa che consenta di liberarsi del pregresso, di continuare a credere nella forza del lavoro e superare l'attuale clima di incertezza, testimoniata anche dall'ultima denuncia dell'organo politico, rappresentato dal cda, nei confronti dell'amministrazione Izs. Tutto il peso ricade e ricadrà sempre in termini economici e motivazionali sulle nostre spalle. Le continue controversie tra l'attuale governance e gli organi politici comporterebbero rischio di dispersione di un patrimonio scientifico costruito in tanti anni di paziente e competente lavoro, ma anche l'azzeramento di tutto ciò che attualmente ha enorme valenza scientifica e ha portato l'azienda ad essere punto di riferimento di numerose malattie di rilevanza mondiale».

La Rsu aziendale, sempre rivolta ai vertici politici delle due Regioni, auspica in chiusura che «una maggiore presenza più volte pronunciata a parole nei confronti delle tematiche aziendali trovi finalmente corrispondenza in precise e conseguenti azioni».(red.te)

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