Appello a D’Alfonso sul futuro della biblioteca

26 Aprile 2016

TERAMO. E’ un appello per fare chiarezza sul futuro delle biblioteche provinciali quello che i dipendeti delle biblioteche di Teramo, L’Aquila, Pescara e Chieti hanno rivolto al presidente della...

TERAMO. E’ un appello per fare chiarezza sul futuro delle biblioteche provinciali quello che i dipendeti delle biblioteche di Teramo, L’Aquila, Pescara e Chieti hanno rivolto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Le quattro biblioteche provinciali», si legge in una lettera inviata a D’Alfonso, «ad oggi, non sono di nessuno: non più delle Province, ma non ancora di altro ente pubblico. Dopo lo "spettacolare" pronunciamento, con una seduta di giunta dedicata alle biblioteche ormai quasi un anno fa, abbiamo atteso un segnale di vita, concreto, dalla Regione Abruzzo. Non è arrivato. Anzi, il silenzio è stato assordante. La Regione Abruzzo vuole accollarsi la responsabilità di aver definitivamente fatto morire le biblioteche provinciali abruzzesi? Forse si può ancora invertire la rotta, ma il tempo stringe».

I dipendenti chiedono chiarezza sul loro futuro. «Sono trascorsi ormai ben due anni dalla promulgazione della legge 56/2014, la cosiddetta Delrio, che, coinvolgendo le Regioni, intende(va) riorganizzare le funzioni delle Province, pur non essendo certo esse le uniche fonti di spreco», si legge ancora nella nota, «qui in Abruzzo siamo terribilmente indietro rispetto ad altre Regioni. Sono stati due anni di rinvii, attese, disillusioni rispetto all'applicazione della legge. La maggior parte delle funzioni già gestite dalle Province sono in profonda crisi, con gravi ricadute sui cittadini, poiché non più svolte dalle Province, ma non ancora assorbite da alcun altro ente pubblico».

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