Appello alla Regione «Salvate il lido sud rinato per miracolo»

De Vincentiis: il pennello naturale alla foce del Tordino va rafforzato o un’altra alluvione vanificherebbe tutto
GIULIANOVA. Occorre salvaguardare ad ogni costo l’arenile che il mare ha restituito in questi ultimi anni. Un appello che giunge a gran voce dal balneatore ed esponente di Rifondazione Comunista Antonio De Vincentiis, ex consigliere comunale e già presidente dell’assise civica giuliese. La barriera naturale creatasi dopo l’alluvione del 2011 alla foce del fiume Tordino ha generato un fenomeno davvero inaspettato ed insperato, soprattutto per i balneatori che operano nella zona del lungomare Rodi. Infatti, da un po’ di tempo viene loro riconsegnato ciò che era stato eroso in precedenza quando tra la strada e la battigia era rimasta soltanto un piccola striscia di sabbia. De Vincentiis già nel 2004 era intervenuto in consiglio con un ordine del giorno a difesa della costa giuliese, ma «l’intervento pianificato si limitò al solo ripascimento morbido», sottolinea l’ex presidente del consiglio comunale, «rivelatosi infine inutile e negativo con spreco di denaro pubblico». Nel 2005 una forte mareggiata fu dannosa tanto che l’acqua raggiunse i fabbricati ubicati nella parte ovest del lungomare. Nel 2011, a seguito di una pesante alluvione, si formò un pennello naturale in corrispondenza della foce del Tordino, costituito da ghiaia trascinata dall’entroterra e addirittura dall’intera postazione antiaerea in cemento risalente alla seconda guerra mondiale, oltre ad alcuni massi posizionati nella parte terminale nord del fiume medesimo. In quella occasione fu tranciata anche una parte della pista ciclabile, che rimase inagibile per un bel po’ di tempo. Da allora si è verificato un lento, ma continuo ripascimento naturale dal lido Serenella verso il camping Tam Tam ed in quel tratto l’arenile è praticamente raddoppiato.
De Vincentiis lancia un appello pressante alle autorità competenti: «E’ necessario rafforzare il pennello esistente in modo da avere una buona protezione da levante e non essere sempre in balia delle mareggiate. I concessionari della parte sud si appellano alla Regione Abruzzo che da cinque anni si è impegnata ad intervenire, ma fino ad oggi nulla è stato fatto. La nostra speranza è che non si verifichi un’altra alluvione che significherebbe subire ulteriori danni».
Lo stesso ex consigliere comunale sottolinea un altro possibile pericolo legato alle stazioni di sollevamento delle acque della rete fognante ubicate in zona. «Se dovessero bloccarsi», conclude De Vincentiis, «saremmo di fronte ad un disastro ambientale mai ricordato a Giulianova».
Alfonso Aloisi
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