Appello da Prati di Tivo: «Fate qualcosa»

Il sindaco di Pietracamela chiede di sbloccare una situazione congelata: «Da novembre nessun vero passo in avanti»
PIETRACAMELA. «La situazione di stallo a Prati di Tivo non è più sostenibile. Qualsiasi proposta avanziamo non viene presa in considerazione, ma si deve presto fare qualcosa!». A parlare è il sindaco di Pietracamela Antonio Villani, che torna sulla situazione della stazione sciistica ancora con gli impianti chiusi e lancia un appello alle istituzioni per porre fine all’incertezza che regna da anni. «Siamo fermi alla concessione dei terreni di novembre e alla proroga della gestione alla Finori srl, ma da lì nulla si è mosso», prosegue, «ci siamo anche offerti, noi e il Comune di Fano Adriano come possibili acquirenti degli impianti delle due stazioni sciistiche dei Prati e Prato Selva chiedendo un aiuto alla Regione, ma non è arrivato».
Un incontro in Regione c’è stato e ciò che è venuto fuori è che sono stati messi a disposizione del comprensorio del Gran Sasso circa due milioni e mezzo di euro dei fondi Cis – Contratto istituzionale di sviluppo del Cratere Centro Italia – per un progetto presentato dalla Provincia di Teramo che ha come obiettivi la messa in sicurezza del bacino sciistico, l’acquisto di nuovi cannoni sparaneve, la riqualificazione della sentieristica con riconversione energetica. «Sicuramente un progetto ambizioso per il quale aspettiamo, come promesso, un altro incontro con l’ente regionale e con la Provincia per una concertazione su come verranno spese le risorse, visto che noi di questi fondi non ne sapevamo nulla», aggiunge Villani, «ma se non si riaprono gli impianti anche queste ulteriori migliorie a poco serviranno».
Villani si riferisce, poi, al bando di vendita dell’intero lotto delle attrezzature, aggiudicato definitivamente alla Finori srl, che è bloccato per il ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Comune di Fano avverso la Gran Sasso Teramano e la successiva sospensiva della sentenza del Tar favorevole alla Gst. «Se per il momento noi non possiamo acquistare gli impianti non avendo il sostegno economico dalla Regione, abbiamo chiesto che almeno si proceda con la stipula dell’atto notarile dell’acquisto della Finori srl, così le attrezzature avranno finalmente un proprietario», incalza, «ma la sentenza del Consiglio di Stato blocca tutto. Allora mi chiedo: se l’organo di giustizia amministrativa si pronuncia con tempi lunghi, vogliamo fa rimanere la stazione chiusa e all’abbandono? Se l’aggiudicazione a Finori non può essere formalizzata entro un tempo breve è necessario rivedere il bando di vendita. Il territorio e gli operatori hanno necessità di risposte certe e immediate».
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