Appello da un’azienda agricola distrutta

5 Aprile 2017

Atri, il titolare: «Abbiamo perso tutto con la nevicata e le istituzioni non ci aiutano, siamo soli»

ATRI. Le aziende agricole ad Atri chiedono interventi immediati dopo gli ultimi eventi calamitosi. Uno dei tanti appelli arriva dal titolare della storica ditta di commercio di cereali, la Iommarini - Di Meco sita in contrada San Martinello, nata nel lontano 1964 ad opera del titolare Piacentino Iommarini. L'ultimo terremoto dello scorso 18 gennaio ha praticamente distrutto metà del capannone di 600 metri quadri dove erano custoditi quintali di prodotti pronti alla vendita. Nello specifico 3.823 quintali di grano, 1.200 di orzo, 500 di cereale favino, poi bancali di legna e concimi. Tutto andato in fumo. Ora si fa fatica a rialzare la testa. Il titolare racconta: «Ci sentiamo abbandonati, ho un'intera famiglia da portare avanti, i danni arrecati dalle ultime calamità si aggirano sui 200mila euro. Oltre alla merce sono andati distrutti anche camion e mezzi meccanici che servivano per lavorare. Ora dobbiamo ricomprare tutto».

Ad Atri Iommarini non è l'unica realtà ad aver avuto problemi. Nelle colline e nelle frazioni non c'è azienda che non lamenti problemi e difficoltà. Iommarini continua: «Al Comune abbiamo presentato una richiesta per risarcimento danni e aiuti ma al momento non è arrivato nulla. Abbiamo compilato carte su carte, raccolto tutti i documenti che comprovavano i danni, richiedendo perizie ai vigili del fuoco e alla Protezione civile, abbiamo fatto progetti privati per la ricostruzione. Ma ci sentiamo lasciati soli. Dopo essere stati fermi per tre mesi bisogna ripartire ma ci vogliono i fondi, chiediamo un aiuto anche a nome delle altre aziende. Poi», conclude, «le strade sono tutte franate si fa fatica a raggiungere le nostre ditte, è un pianto totale, le colline si sgretolano e minacciano le nostre proprietà».

Domenico Forcella

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