Appello degli ingegneri a Legnini: «Proroghe e norme più semplici»

7 Ottobre 2022

I tecnici: «Ostacoli e lungaggini nelle procedure, l’Ufficio speciale ci chiede integrazioni non previste Va allungata la scadenza del 15 ottobre o molte famiglie danneggiate perderanno il contributo»

TERAMO. Prorogare i termini del Cas (contributo di autonoma sistemazione) fissati al 15 ottobre e semplificare l'impianto normativo che regola la ricostruzione 2016: sono due delle richieste che l'Ordine degli ingegneri di Teramo avanza alla struttura commissariale per garantire il buon esito delle pratiche. Ieri mattina il presidente Leo De Santis ha incontrato i giornalisti per esporre le criticità con le quali gli ingegneri devono rapportarsi nelle procedure per la ricostruzione post sisma. Nei mesi scorsi sono stati diversi gli incontri fra i professionisti e l'Usr (l'ufficio speciale per la ricostruzione) ma ad oggi «non abbiamo avuto riscontri pratici alle nostre istanze», ha detto il presidente dell'Ordine, chiedendo al commissario Giovanni Legnini un intervento mirato e concreto.
A partire dal Cas: «Con l'Usr ci siamo confrontati, senza addivenire a una condivisione, su aspetti tecnici e amministrativi di primaria importanza quali: il riconoscimento dei livelli operativi; le tempistiche di erogazione degli stati di avanzamento lavori; il foglio di calcolo del contributo inerente gli aggregati; le proprietà immobiliari da ricostruire e gli usi civici», ha detto De Santis entrando poi nel merito del primo tema, cioè i livelli operativi. «Sui livelli operativi abbiamo inoltrato una richiesta di chiarimenti al commissario Legnini supportata dal parere autorevole del professor Antonello Salvatori, dell'università dell'Aquila. A giugno è pervenuta risposta in cui le nostre obiezioni venivano accolte. Tale parere tuttavia non è stato recepito dall'Usr, circostanza che ha determinato ulteriori ritardi per le pratiche in istruttoria. È notizia delle ultime ore che l'Usr, riguardo alle suddette pratiche, ha inviato richieste di integrazioni per i livelli operativi nelle quali vengono introdotte arbitrariamente nuove condizioni rispetto a quanto previsto dall'ordinanza 19 del 2017. E si apre un altro problema: la scadenza del 15 ottobre per la presentazione delle pratiche che rientrano nel Cas. Abbiamo solamente dieci giorni per la presentazione delle pratiche, un tempo insufficiente che mette a rischio tante famiglie», ha detto De Santis.
Per gli ingegneri vanno snellite le normative che regolano aspetti tecnici e burocratici della ricostruzione: per ciò che attiene ad esempio la procedura ritenuta non univoca per il calcolo del contributo degli aggregati e le problematiche connesse alla dimostrazione del titolo di proprietà delle unità immobiliari montane. Situazioni complesse che creano blocchi nelle procedure, ostacoli e lungaggini. «Chiediamo una maggiore semplificazione della normativa, che non significa superficialità», ha aggiunto De Santis, «è vero che la struttura commissariale sta lavorando a un testo unico per la ricostruzione e noi professionisti abbiamo già ricevuto una bozza da valutare, ma quell'impianto guarda al futuro. Noi, oggi, siamo alle prese con un complesso di norme articolato: 127 ordinanze dal 2016 a oggi, oltre a determinazioni e circolari varie. Facciamo i conti con questa situazione, perciò chiediamo intanto la proroga del termine del 15 ottobre per il Cas; uniformità di giudizio all'interno dei vari uffici dell'Usr nonché uniformità di giudizio tra i vari Usr coinvolti nella ricostruzione. Invochiamo tempistiche rapide di approvazione ed erogazione degli stati di avanzamento e per gli edifici delle comunità montane chiediamo che venga previsto un sistema di riconoscimento del contributo anche limitato esclusivamente alle parti comuni degli immobili che prescinda dall’individuazione della proprietà sulle visure catastali», ha concluso il presidente.
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