Appello dei genitori di Giulia: «Ora si torni a indagare»

TORTORETO. «La tipologia di reato contestato dovrebbe portare la Procura a rivalutare ancor più attentamente l’incontro con Giulia la notte del 31 agosto 2015»: è l’appello che Luciano e Meri Di...
TORTORETO. «La tipologia di reato contestato dovrebbe portare la Procura a rivalutare ancor più attentamente l’incontro con Giulia la notte del 31 agosto 2015»: è l’appello che Luciano e Meri Di Sabatino, i genitori della 19enne precipitata da un cavalcavia dell’A14, lanciano tramite il loro avvocato Antonio Di Gaspare. L’invito arriva qualche giorno dopo l’arresto per maltrattamenti ai suoi genitori di uno dei tre indagati (poi archiviato) nell’ambito dell’inchiesta aperta all’epoca per istigazione al suicidio. «La tipologia di reato contestato dovrebbe portare la Procura di Teramo a rivalutare ancor più attentamente l’incontro con Giulia la notte del 31 agosto 2015», scrive il legale in una nota, «perché risulta dalle indagini sulla morte di Giulia che egli è stata l’ultima persona a rimanere con lei dopo averla presa sulla Panda rossa e riportata alle 5 del mattino sul famoso cavalcavia sull’A14. Gli stessi procuratori e gip di Teramo il 16-18 dicembre 2015 procedettero a intercettazioni ambientali sulla Panda rossa proprio perché l ‘indagato non si era spontaneamente presentato subito né in seguito per spiegare e dare informazioni sul suo incontro con la giovane. Infatti l’indagato venne convocato solo il 12 dicembre 2015, a tre mesi e mezzo dalla morte di Giulia, in quanto fu ritrovato il suo dna sugli indumenti della ragazza. Soprattutto egli oltre a non presentarsi ai carabinieri diede versioni diverse su alcuni importanti particolari. Ora i fatti accaduti sono di estrema importanza. È all’evidenza dei fatti che certe circostanze furono sottovalutate e dovrebbero per i genitori di Giulia essere autonomamente rivalutati e portare alla riapertura delle indagini».
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