Appello per l’ex internato Paolone

«Mattarella lo riceva il 27 gennaio e gli consegni la medaglia d’oro»
PENNA SANT’ANDREA. Un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata della memoria del 27 gennaio prossimo e la consegna della medaglia d’Onore. È la richiesta dal ricercatore storico degli Internati militari italiani (Imi) della provincia di Teramo, Walter De Berardinis, per l’ex soldato della Seconda guerra mondiale ed ex internato militare Giovanni Paolone, oggi centenario e in buona salute che vive in contrada Castellaro di Penna Sant’Andrea. De Berardinis avanzando la sua proposta ha fatto leva su una legge del 2006 che prevede la concessione di una medaglia d’oro ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto nell’ultimo conflitto mondiale. La speranza è che Mattarella e il cerimoniale del Quirinale accolgano la richiesta e invitino Paolone con la sua famiglia. Sono già stati tanti i riconoscimenti tributati all'ex internato, come la medaglia commemorativa con relativo diploma ricevuta dal Comando militare esercito Abruzzo e Molise, la targa del Comune donata dal sindaco Severino Serrani e gli auguri scritti per il centesimo compleanno dalla senatrice Liliana Segre, dallo Stato Maggiore dell’Esercito, dal Comando regionale, dall’Ambasciata tedesca in Italia e dall’associazione nazionale ex internati di Teramo che gli ha già conferito la tessera ad honorem.
Paolone, che negli anni scorsi ha portato la propria testimonianza in tante scuole della provincia, partì per il fronte il 2 febbraio 1942, dopo i suoi tre fratelli, con il 73° reggimento fanteria “Lombardia” a Trieste; dopo aver frequentato il corso di armaiolo fu distaccato al 52° reggimento fanteria nell’area al confine orientale con il battaglione mitraglieri “Novara” – 2ª Divisione di fanteria "Sforzesca" (dislocata lungo la linea di confine italo-jugoslavo). Dopo le vicende dell’8 settembre 1943, venne catturato dai tedeschi a Trieste e internato con il numero 101-306 nello Stammlager II-D a Stargard, in Pomerania, vicino alla città di Stettino. Dopo tanto duro lavoro nei campi e nelle fabbriche venne salvato dall'arrivo, l’11 aprile 1945, delle truppe americane che aprirono i cancelli del lager e venne rimpatriato nell’estate dello stesso anno. (a.d.f.)
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