Appello per le pinete litoranee

10 Novembre 2022

Italia Nostra: «Vanno salvate dal degrado e dalla progressiva perdita di alberi»

TERAMO. Salvare le pinete litoranee della provincia di Teramo e conservarle o accrescerle nella loro estensione, senza consentire alcuna erosione dei risicati spazi a disposizione. Sono solo alcune delle richieste di Paola Di Felice, presidente di Italia Nostra della sezione di Teramo, agli organi di governo, in particolare alla Regione Abruzzo, per preservare un patrimonio arboreo ritenuto vitale per ogni comune della costa teramana che a partire dal 2010, secondo Italia Nostra, ha subito «una progressiva erosione e degrado sia per la presenza di attività legate al turismo, sia per l’eccessiva e indisciplinata frequentazione da parte di bagnanti e turisti occasionali che ne hanno snaturato la funzione originaria».
Per Di Felice c’è stato un peggioramento della condizione delle pinete quando la Regione, nel 2010, ha trasferito ai Comuni la gestione di queste aree, e per questo chiede che vengano monitorate costantemente dalla Regione, in relazione al loro utilizzo nel settore turistico-ricreativo, attraverso un’apposita commissione, in modo da poter revocare la concessione della gestione ai Comuni inadempienti, e che siano affidate, da parte dei Comuni gestori, alla sorveglianza di tecnici esperti, silvicoltori e arboricoltori, in grado di assicurare nel tempo la rimozione e la sostituzione delle piante prossime alla fine del loro ciclo biologico.
«Inoltre», si legge nella nota di Italia Nostra, «si chiede alla Regione, che ha l’onere di esercitare il diritto di controllo su tali aree, che provveda, altresì, a coordinare la commissione per le attività di prevenzione antincendio, anche mediante il ricorso alle associazioni di volontariato presenti sul territorio e, nel contesto, valuti, oltre ai Comuni stessi, le attività che si svolgono all’interno o ai margini della pineta, affinché non costituiscano potenziale pericolo di incendi boschivi, e che la stessa Regione si assuma l’onere di coordinare i tavoli, con la eventuale partecipazione di autorità provinciali, del Comune, della specialità forestale dell’Arma dei carabinieri, della Capitaneria di porto, dell’Area marina protetta e della guardia di finanza, per la gestione delle attività commerciali all’interno delle aree sopra menzionate».
Inoltre Italia Nostra fa un appello corale ai sindaci dei comuni dell’area teramana, su cui insistono le principali pinete litoranee abruzzesi, «affinché si adoperino, con grande sensibilità e oculatezza, alla salvaguardia e alla tutela di questi delicati ecosistemi, oltre che a tutte le altre problematiche ad esse inerenti. Tutto questo affinché sospendano ogni tipo di concessione per l’utilizzo di tali spazi, vietando nel contempo ogni tipo di abbattimento di alberi sino alla costituzione del citato tavolo tecnico regionale».
Le pinete litoranee teramane sono state realizzate a cavallo del ventesimo secolo e la loro gestione, fino agli anni ’70, è stata in carico al Corpo forestale dello Stato. «Quest’ultimo ha attuato una continua opera di espansione e di sostituzione delle parti delle pinete con evidenti sintomi di invecchiamento», continua la nota, «con il decentramento amministrativo tale gestione è stata trasferita alla Regione Abruzzo, che ha continuato la precedente conduzione mediante una convenzione con il Corpo forestale dello Stato. Alla fine del primo decennio del 2000, la Regione ha trasferito ai Comuni la gestione di tali fragili aree».
Luca Venanzi
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