Appello per usare il tesoretto: «Comprate l’ex Banca d’Italia»

24 Luglio 2022

Il gruppo di Luzii, Di Teodoro e Verzilli lancia la sfida alla giunta per i 2,9 milioni di disavanzo Tra le indicazioni ci sono anche la realizzazione del ponte di Carapollo e di una tangenziale a nord 

TERAMO. Quattro proposte su come investire i 2,9 milioni di disavanzo libero accertato nel rendiconto 2021 approvato dal consiglio comunale di Teramo lo scorso maggio. Arrivano dal gruppo “Cittadini in comune” tramite una mozione con la quale si chiede al sindaco e alla giunta di concentrare sforzi e attenzioni alle esigenze del territorio prendendo decisioni opportune su come investire quel tesoretto.
Si tratta di soldi che possono essere impiegati per sanare debiti fuori bilancio, estinguere in modo anticipato prestiti, finanziare spese correnti e fare investimenti. Ed il gruppo consiliare composto da Giovanni Luzii, Osvaldo Di Teodoro e Ivan Verzilli, dice la sua su dove potrebbero essere dirottati. La prima proposta riguarda la realizzazione del ponte di Carapollo: «Infrastruttura necessaria per il collegamento stabile fra le due sponde del fiume Tordino e per agevolare il transito fra i quartieri a nord di Villa Pavone e Colleatterrato e le frazioni a sud di Poggio Cono e Poggio San Vittorino», spiegano i consiglieri, sottolineando come l'infrastruttura risulterebbe di particolare rilevanza alla luce degli investimenti che sono stati pianificati proprio sul centro rifiuti di Carapollo. La seconda proposta riguarda la realizzazione di una tangenziale nord «di collegamento fra le frazioni e i quartieri situati nel lato nord della città: Sant’Atto, Villa Turri, San Nicolò a Tordino, Villa Falchini, Tofo Sant’Eleuterio, Nepezzano, Piano d’Accio, contrada San Benedetto, Colleatterrato, Colleminuccio, Viola, Cannelli, Castrogno, Villa Mosca, Colleparco, Coste Sant’Agostino, Scapriano, Piano della Lenta». Altra proposta riguarda il vecchio stadio Comunale: sul suo destino si sono susseguite idee, ipotesi, progetti che ad oggi non hanno però visto nulla di concreto. Per “Cittadini in comune”, i 2,9 milioni potrebbero essere investiti per riqualificarlo al fine di restituirlo «alla fruizione cittadina, sia sotto il profilo sportivo che sotto il profilo di rigenerazione del quartiere di Porta romana».
La quarta proposta attiene alla possibilità di acquisto della ex sede della banca d’Italia in via Carducci: dopo il sisma il Comune ha allestito qui i suoi uffici pagando un canone annuo di 95.208 mila euro. L'edificio «da anni è in vendita e quindi potrebbe essere acquistato con la formula rent to buy da concordare con l’ente proprietario, con la finalità di destinare il palazzo a una prestigiosa location culturale di richiamo nazionale», conclude il gruppo.
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