Apprende dalla stampa di essere positivo

21 Marzo 2020

Cellino, la rabbia di un 38enne: dal 18 era l’unico caso nel comune, informato ufficialmente solo ieri

CELLINO ATTANASIO. Ha scoperto di essere positivo al coronavirus attraverso la stampa quando ha saputo che nel suo comune, Cellino Attanasio, si era registrato il primo caso. Era consapevole, come confermato dal suo sindaco, che era l’unico del paese a essere stato sottoposto a tampone e per tutta la giornata del 19 marzo ha provato a contattare la Asl per avere informazioni più precise. Ad aiutarlo anche il sindaco Giuseppe Del Papa, ma nessuna notizia ufficiale è giunta fino a ieri mattina, quando alle 7,30 ha ricevuto la telefonata della Asl con la conferma: positivo al Covid-19.
Protagonista della vicenda è un imprenditore di 38 anni il quale sui social ha sfogato la sua rabbia e la sua preoccupazione. Dallo scorso 5 marzo è a letto con la febbre. «Il mio medico», racconta, «mi ha curato dall’inizio come se avessi una semplice influenza, ma la febbre continuava a persistere fino a che ho iniziato ad avere tosse secca con dolori al petto. Non avevo più il respiro e il mio medico ha aperto la pratica per il tampone. L’11 marzo alle 21.15 è arrivata l’ambulanza del 118 e mi hanno fatto il primo tampone. Il 13 marzo alle 19.25 vedo arrivare di nuovo l’ambulanza con lo stesso infermiere per farmi il secondo tampone. Mi viene riferito che c’erano stati problemi nel processare il primo. Mercoledì 18 marzo, intorno alle 22, in via ufficiosa vengo contattato da una persona estranea alla Asl che mi dice che sono positivo. Ho subito cercato di contattare con il mio sindaco e il mio medico più numeri possibili del servizio sanitario senza ricevere alcuna risposta sul mio tampone. Capisco l’emergenza, ma non capisco perché sono rimasto solo senza che nessuno mi dicesse nulla». Quindi i tentativi vani di contattare la Asl fino a ieri mattina, con la chiamata di conferma e l’attivazione del protocollo per i suoi famigliari. Lui e la sua famiglia sono in quarantena dal 5 marzo. In casa però ci sono anche persone anziane, un cardiopatico e dei bambini che rischiano di essere contagiati e la preoccupazione è tanta. «Non dovrebbero accadere queste cose», dice il sindaco Del Papa, «mi auguro che il mio concittadino possa riprendersi presto e che i suoi familiari, viste le attenzioni adottate autonomamente, non siano stati contagiati».
Evelina Frisa
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