Approvata la Casa di comunità: sarà realizzata entro il 2026

Nugnes incassa anche due voti a favore dalla minoranza, ma Teresa Ginoble e Petrini non ci stanno: «Vogliamo una seduta straordinaria con Regione e vertici Asl, temiamo favoritismi pro Giulianova»
ROSETO. «Entro il 2026 Roseto avrà una Casa di comunità da 3 milioni e 800mila euro, che sarà realizzata in piazza Marco Polo, alla quale si aggiungerà anche l’attivazione della centrale operativa territoriale, finanziata con circa 160mila euro». A precisarlo è stato il sindaco Mario Nugnes nel consiglio comunale di mercoledì sera, dove la delibera sulla presa d’atto della realizzazione della Casa di comunità è stata votata all’unanimità da tutti i consiglieri presenti, tra i quali i due dell’opposizione Francesco Di Giuseppe e Rosaria Ciancaione, mentre il consigliere Nicola Petrini è uscito dall’aula al momento della votazione. Giuseppe Bellachioma, Teresa Ginoble e Sabatino Di Girolamo, invece, erano assenti. «L’obiettivo della Casa di comunità è quello di garantire un’offerta sanitaria in un luogo ben identificato», continua il sindaco, «mettendo a disposizione dei cittadini una serie di servizi come la presenza della guardia medica 24 ore su 24, la presenza infermieristica per 12 ore, un punto prelievi, servizi diagnostici per il monitoraggio delle criticità, servizi ambulatoriali specialistici, servizi di prevenzione collettiva, un’attività di profilassi vaccinale, sistema integrato di prenotazione e servizio di assistenza domiciliare di base». Nugnes inoltre ricorda anche l’attivazione della Cot, la centrale operativa territoriale. «Entro il 2026, quindi, sarà completato un percorso avviato in sinergia con la Asl e che ci ha visto, fin da subito, lavorare per mettere a disposizione il necessario per permettere di intercettare i fondi del Pnrr e realizzare quanto previsto dal piano», conclude Nugnes, «un piano che non penalizza ma valorizza il nostro territorio, con buona pace di chi ancora corre dietro al progetto del distretto sanitario, irrealizzabile e rimasto lettera morta anche per responsabilità di chi ora lo rilancia».
Continuano però la loro battaglia i consiglieri Teresa Ginoble e Nicola Petrini, che vogliono chiarezza dall’amministrazione chiedendo di nuovo un consiglio straordinario con la presenza dei vertici regionali e della Asl. «La presidente del consiglio Gabriella Recchiuti, spalleggiata dal sindaco Nugnes, ha rivolto critiche alla nostra richiesta di consiglio comunale straordinario», scrivono i due in una nota, «semplicemente per non scendere sul piano tecnico attraverso cui questa minoranza voleva smascherare l’amministrazione. La Recchiuti infatti, nel tentativo di rigettare la nostra richiesta di consiglio, ci ha chiesto di depositare una proposta di delibera, non pertinente alla trattazione che volevamo condurre, nel tentativo di tendere un trabocchetto». Ginoble e Petrini vogliono chiarezza dal sindaco. «Non sarà che l’ipotesi di un ospedale a Piano d’Accio minaccia l’offerta dell’ospedale di Giulianova, città che potrebbe così essere risarcita con il distretto ai danni di Roseto?», concludono, «certo il nostro è solo un retropensiero che avremmo voluto chiarire con i vertici Asl, ma nell’impossibilità di accordarci in un confronto leale, auspichiamo quantomeno che sia il sindaco a darci risposte chiare».
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