Approvate le riduzioni della Tari L’opposizione: «Conti drogati»

Il piano economico finanziario della tassa incassa critiche, la minoranza attacca anche sulla Team: «Manca ancora il piano industriale». La replica: «Società salvata dal disastro, si fa un passo alla volta»
TERAMO. Un consiglio comunale fiume quello di ieri, conclusosi a sera col via libera a due documenti di peso: il Pef Tari 2022 e la variazione di bilancio da sei milioni di euro. Entrambi illustrati dall'assessore Stefania Di Padova, hanno visto l'opposizione sollevare dubbi, critiche e bocciature.
La discussione è stata particolarmente lunga (oltre quattro ore) e accesa sul Pef, approvato con venti voti favorevoli, sei contrari e un’astensione (della 5 stelle Pina Ciammariconi). Si tratta del primo piano economico finanziario della nuova Team pubblica, che vede un costo di 10 milioni e 349mila euro e avrà ripercussioni dirette sui cittadini con una riduzione media del 5% sulle prossime bollette Tari sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche. Per le prime lo scorso anno c’erano state agevolazioni in base al reddito; per le seconde gli sconti erano stati contemplati col pacchetto di sostegno Covid. Quest’anno, invece, gli sconti saranno già calcolati nelle bollette: la riduzione sarà un po’ più consistente per chi risiede nelle frazioni dove ci sono le ecoisole. «Avremo un abbattimento sulla tariffa di un milione di euro», ha spiegato l'assessore, «è stata una scelta politica precisa. Mentre tutto aumenta, la Tari scende. Applichiamo una riduzione di 500mila euro con fondi propri e di 495mila euro con quote Covid». Al termine della relazione si è accesa la discussione: il consigliere di Futuro In Franco Fracassa ha tuonato contro la presunta incompletezza documentale del Pef e l'inserimento di dati risalenti agli anni passati. Di Padova ha replicato spiegando come i dati usati siano corretti e rispondenti al metodo Arera. A non convincere la minoranza sono stati gli aspetti economici, col Pef definito "drogato" dai fondi Covid, e i servizi della Team. Critiche sulla gestione del verde, sulle ecoisole, sulla pulizia delle strade. Il consigliere di Forza Italia Mario Cozzi ha sottolineato la «discriminazione dei cittadini che vivono nelle frazioni, costretti a usare ecoisole spesso molto distanti e mal tenute: nonostante ciò, hanno minime agevolazioni», ha detto, incalzando sull'assenza del piano industriale Team. Tema, questo, tornato in tutti gli interventi della minoranza. Giovanni Luzii (Cittadini in comune) ha insistito sullo «schifo nel quale versano le ecoisole» e sull'inadeguatezza del sito di Carapollo per accogliere nuovi impianti come si intende fare col Pnrr. Pasquale Tiberii (Fratelli d'Italia) ha sottolineato come la Team vada spinta verso un rilancio fatto soprattutto di impiantistica: «Bisogna darsi una svegliata, siamo in forte ritardo su tutto: non voterò questo Pef perché non ha le caratteristiche che mi aspettavo», ha detto. La maggioranza, e in particolare il consigliere Pd Massimo Speca, le assessore Di Padova e Martina Maranella e il sindaco Gianguido D'Alberto, ha sottolineato il lavoro fatto per salvare la Team, riportarla al servizio dei cittadini contenendo i costi e progettando il futuro. Un percorso di «passi da compiere uno per volta, perché la situazione era disastrosa e la bacchetta magica non l'abbiamo», ha detto Speca. Il sindaco ha parlato di un Pef «inattaccabile» e di una minoranza che «non avendo argomenti sul punto, oggi spazia toccando argomenti che non sono nel Pef: ma noi non ci sottraiamo al confronto», ha detto D'Alberto, ricordando che il piano industriale sarà pronto a ottobre.
Il Pef ha lasciato il passo alla variazione di bilancio, approvata con 18 sì, due no e una astensione. La somma sarà impiegata per diversi interventi, fra i quali: asfalti (un milione), porta del cimitero di Cartecchio (200mila euro), sottopasso di Piano d'Accio (400mila), barriere architettoniche (170mila), parchi giochi (210mila), pubblica illuminazione (180mila), dissesto idrogeologico di contrada Mezzanotte (350mila).
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