Approvato il bilancio con un solo voto di scarto

15 Giugno 2016

La nuova maggioranza che sostiene Brucchi scende subito da 18 a 17 Defezione del consigliere gattiano Caccioni che non si è presentato in aula

TERAMO. Il nuovo corso della maggioranza in Comune inizia con una defezione. È quella del rappresentante di “Futuro in” Alfredo Caccioni che ieri mattina non si è presentato alla seduta consiliare convocata per l’approvazione del conto consuntivo del 2015 e del bilancio di previsione 2016. L’assenza, dettata dai malumori trapelati nei giorni scorsi e annunciata da una laconica comunicazione al presidente del consiglio Milton Di Sabatino, ha condizionato il dibattito in aula e soprattutto la doppia votazione sui provvedimenti in scaletta.

Sia il conto consuntivo che il bilancio di previsione, infatti, sono stati approvati con 17 voti, appena uno in più del minimo richiesto. Nessun appoggio è arrivato all’amministrazione dai fuoriusciti Angelo Puglia e Guido Campana di “Al centro per Teramo” e da Raimondo Micheli di Fdi-An. I tre consiglieri si sono astenuti sul conto consuntivo, mentre per il bilancio hanno tenuto un atteggiamento diverso: Micheli non ha partecipato al voto, gli altri due si sono espressi contro il provvedimento. La maggioranza risicata ha spinto l’opposizione a chiedere più volte, nell’arco delle dodici ore di confronto in aula, la verifica del numero legale per far saltare la seduta.

I diciassette rimasti al fianco di Brucchi hanno tenuto il campo, ma l’azione di disturbo della minoranza ha creato tensioni soprattutto nella fase conclusiva dei lavori. Per il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto il dato politico è comunque chiaro. «Vi reggete su un solo voto dopo aver tenuto la città bloccata sei mesi per risolvere la crisi», ha detto rivolgendosi alla maggioranza, «se questo non è un fallimento, ditemi voi di cosa si tratta».

Il dibattito sui conti ha riproposto il rimpallo di cifre che nelle ultime settimane è già andato in scena a più riprese. Campana ha sollecitato un ripensamento sulla scelta di azzerare i contributi alle associazioni culturali, sottolineando che l'amministrazione potrebbe risparmiare risorse non facendosi più carico delle bollette per gli impianti sportivi non ancora affidati gestione. Il consigliere ha anche evidenziato la mancata attuazione del piano di abbattimento delle barriere architettoniche, mentre il suo collega Puglia ha motivato il “no” al bilancio sottolineando che si tratta di «un mero calcolo ragionieristico». Brucchi si è detto rammaricato dalla scelta della lista civica specificando di non aver compreso le ragioni della sua uscita dalla maggioranza. «Abbiamo anteposto gli interessi della città alle poltrone», ha risposto Puglia, «è tanto strano?».

Vincenzo Falasca (Futuro in) ha manifestato un «disagio complessivo» rispetto alle modalità con cui è stata risolta la crisi. Non ha nascosto di subire «una perdita di entusiasmo e di passione» che, però, potrebbe essere superata da un accordo bipartisan con l’opposizione sulle priorità programmatiche, tra le quali il varo del piano traffico e della mobilità sostenibile, la rigenerazione dei parchi fluviali e il recupero di contenitori urbani dismessi. «Siamo disposti a confrontarci su tutto», ha risposto D'Alberto, «ma la maggioranza che ha varato il patto di prospettiva già non esiste più». Secca la replica di Alfonso “Dodo” Di Sabatino: «Mi auguro di cuore», ha detto rivolgendosi a D’Alberto, «che tu abbia una prospettiva nel Pd».

Gennaro Della Monica

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