Apre centro per migranti all’insaputa del sindaco

MOSCIANO SANT’ANGELO. Attivato il centro di accoglienza straordinario (Cas) sul territorio di Mosciano, in occasione dell'arrivo di settanta migranti, ma all’insaputa del sindaco. Gli ospiti,...
MOSCIANO SANT’ANGELO. Attivato il centro di accoglienza straordinario (Cas) sul territorio di Mosciano, in occasione dell'arrivo di settanta migranti, ma all’insaputa del sindaco. Gli ospiti, provenienti da Castilenti, dove sono rimasti negli ultimi tre mesi, accolti in due strutture ricettive, sono tutti maggiorenni e maschi, provenienti da nazioni africane e asiatiche. Dal primo febbraio, i settanta migranti alloggiano nella Fattoria Cerreto situata in contrada Colle Cacio. Nella lettera firmata dal sindaco Giuliano Galiffi, indirizzata al prefetto Massimo Zanni si legge: «Nella tarda mattinata di oggi (ieri, ndc) dopo aver constatato personalmente la presenza, in numero rilevante, di cittadini non comunitari nei pressi del cimitero di Mosciano, ho ricevuto in Comune la visita di un rappresentante e di un’assistente sociale della cooperativa Medihopes, i quali mi hanno comunicato di aver avviato le attività di un Cas nella struttura succitata, dopo il trasferimento dei 70 richiedenti asilo avvenuto da Castilenti».
Il sindaco Galiffi, nella missiva, sottolinea di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale, tanto meno informale, da parte di nessuna autorità preposta sull’apertura del centro accoglienza. «Mi è stato comunicato», tiene a precisare il primo cittadino moscianese, «che tale trasferimento è stato preventivamente autorizzato dalla prefettura, dopo sopralluoghi avvenuti nella struttura, durante le precedenti settimane, alla presenza dei vigili del fuoco, della Asl e dei rappresentati della prefettura stessa». Nemmeno il comandante della stazione dei carabinieri di Mosciano, il maresciallo Giuliano Tosti, a detta del sindaco, avrebbe ricevuto comunicazioni preventive circa l’arrivo dei migranti in questione. Cosi conclude il sindaco nella lettera al prefetto: «Ritengo quantomeno necessario richiedere informazioni puntuali circa l’apertura del Cas nella Fattoria Cerreto, perché ciò comporterà l’organizzazione dei servizi comunali, già richiesti in via informale, come la raccolta dei rifiuti, nonché ogni altra necessaria attività organizzativa». (s.g.)

