Apre il centro di vigilanza sui farmaci

21 Settembre 2017

Il servizio regionale è stato istituito a Sant’Omero: verificherà casi di intolleranza e farà controlli fra la popolazione

SANT’OMERO. L’ospedale di Sant’Omero centro di riferimento regionale per la farmacovigilanza. E’ a Teramo che la Regione ha deciso di istituire il servizio e la Asl ha puntato sull’ospedale di Sant’Omero quale sede del servizio. La novità è stata presentata ieri mattina, nell’atrio del presidio sanitario vibratiano, dagli assessori regionali Silvio Paolucci e Dino Pepe, dal direttore generale della Asl, Roberto Fagnano e da Ilenia Senesi, dirigente farmacista della Asl e responsabile del centro.
In Italia è l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) che, in qualità di autorità nazionale competente, svolge le attività di sorveglianza dei medicinali. Questa attività viene svolta avvalendosi dei centri regionali di farmacovigilanza (Crfv) che sono strutture tecnico-scientifiche istituite dalle Regioni, ma che devono essere accreditate dall’Aifa in base a requisiti specifici, tra i quali – ad esempio – l’individuazione di un referente che abbia dei particolari titoli professionali. La Regione Abruzzo, ad agosto scorso, ha così affidato alla Asl di Teramo il centro regionale di farmacovigilanza, individuando nella Senesi la referente regionale per la farmacovigilanza.
«I motivi principali alla base della necessità di sorvegliare i farmaci anche dopo la loro introduzione in commercio sono rappresentati dai limiti delle sperimentazioni precliniche e cliniche», spiegano alla Asl, «come è noto, per comprendere le proprietà e quantificarne il rapporto tra i rischi e i benefici, il farmaco è sottoposto a una lunga serie di studi, condotti prima in laboratorio e su animali e poi sull’uomo, che ne valutano l’efficacia e la sicurezza. Gli studi clinici prima dell’introduzione in commercio del farmaco hanno come obiettivo primario la valutazione dell’efficacia di un nuovo farmaco per le indicazioni per le quali è stato studiato». Gli studi in laboratorio danno indicazioni sulla tollerabilità dei medicinali, ma non bastano. «Hanno diverse limitazioni: dal limitato numero di pazienti, alla popolazione studiata molto diversa dalla popolazione successivamente esposta al farmaco, fino alla limitata durata temporale della sperimentazione che non permette la scoperta di reazioni ritardate», continuano alla Asl, «non è infrequente, pertanto, che farmaci immessi in commercio vengano ritirati in seguito all’identificazione post marketing di nuove reazioni avverse. I Crfv hanno come obiettivo favorire lo sviluppo di percorsi di valutazione beneficio-rischio dei trattamenti attraverso l’incremento sia delle attività di segnalazione spontanea che di attivazione di programmi di farmacovigilanza attiva».
Le funzioni dei Crfv possono essere suddivise in due categorie: da una parte vi sono le attività di coordinamento delle attività di farmacovigilanza nella regione, con particolare riferimento agli aspetti organizzativo-scientifici (ad esempio il supporto ai responsabili delle Asl o l’ inserimento delle segnalazioni), dall’altra ci sono tutte le attività legate alla gestione delle segnalazioni spontanee nella Rete nazionale di farmacovigilanza e alla analisi dei dati raccolti. Per il direttore generale, Roberto Fagnano «per la Asl di Teramo, è un successo. Veder riconosciuta la capacità della nostra Azienda di coordinare, attraverso importanti professionalità, un’attività fondamentale a tutela della salute di tutti i cittadini italiani è per me motivo di orgoglio». «E’ un servizio in più al cittadino che deve sentirsi ancora di più garantito», afferma l’assessore regionale alla sanità Paolucci facendo riferimento al fatto che l’attività a livello regionale consente di studiare una reazione avversa e quindi, poi, di garantire un percorso terapeutico appropriato. Per Pepe, che ringrazia Paolucci e Fagnano, sottolineando l’impegno della Regione ad investire in questo territorio, «l’apporto di questo servizio arricchisce la proposta sanitaria non solo in Val Vibrata». Tanti i medici e le figure amministrative della Asl presenti alla conferenza stampa. Fagnano, Paolucci e Pepe poi hanno effettuato una breve visita ai reparti a conclusione dell’incontro con la stampa. In Europa è stato stimato che il 5% di tutti gli accessi in ospedale sono dovuti a reazioni avverse ai farmaci, che il 5% di tutti i pazienti già ricoverati in ospedale presenta un’avversione ai medicinali e che le stesse sono al quinto posto tra le cause di morte in ospedale. Dati tanto importanti hanno fatto sì che le normative in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea siano particolarmente stringenti .
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