Arboretti: «La spesa del Comune galoppa»
Ma per il leader del Cittadino Governante non si sono trovati soldi per assumere il direttore della Bindi
GIULIANOVA. Il Comune spende molto, ed è per questo motivo che tiene alta la pressione fiscale, ma nonostante ciò mancano alcune spese fondamentali. È questa, in estrema sintesi la critica mossa dal gruppo di opposizione guidato da Franco Arboretti Il Cittadino governante all’amministrazione comunale retta dal sindaco Jwan Costantini, una polemica che fa seguito a quella relativa al bilancio e all’aumento del pressione fiscale.
«La spesa corrente nelle previsioni del bilancio del 2020», si legge in una nota del gruppo di opposizione, «galoppa pericolosamente attestandosi sui 22.416.000 euro (nel 2017 fu di 20.284.000 euro, nel 2018 di 19.008.000 euro). Questo è uno dei motivi per cui la tassazione locale rimane molto alta, visto che le entrate devono pareggiare la spesa». L’attuale amministrazione, sostiene il gruppo di Arboretti, ha trovato un avanzo di un milione e 433 mila euro, «non per suo merito, ma per demerito della precedente amministrazione che non ha utilizzato le risorse». Soldi con cui ha potuto abbellire Giulianova con luminarie natalizie, finanziare concerti ed eventi e asfaltare varie strade». Qualsiasi amministrazione, aggiunge la nota, «spendendo in un anno oltre 22 milioni qualcosa deve pur fare in città, ma occorre vedere cosa, quanto è qualificata quella spesa finanziata dalle tasse dei cittadini. A tal proposito facciamo, ad esempio, notare che nonostante l’alta spesa corrente non sarà assunto il direttore della Biblioteca Bindi (figura fondamentale per il funzionamento della stessa) nemmeno nel 2020, anzi è prevista addirittura l’esternalizzazione dell’apertura e della chiusura della stessa, continuando a relegare così quel prestigioso luogo di aggregazione e di studio nel ruolo di cenerentola nell’ambito della cultura, trattandolo come un servizio privo di specificità». Inoltre nel bilancio non figura più l’Informagiovani, «punto di riferimento di molti giovani specialmente disoccupati e indigenti». Con quei soldi, però, il Comune avrebbe potuto fare anche altro: «Sebbene Giulianova abbia perso il teatro, e tutti i cinema, l’attuale amministrazione non ha programmato nulla per la riapertura del cinema Moderno che, grazie al significativo avanzo del 2018, ben poteva essere acquistato ed acquisito al patrimonio comunale per farne un’importante struttura per il cinema e lo spettacolo dal vivo nel cuore ed a favore del centro storico, oltreché di tutta la città».

