Arboretti non si fida di Paolucci: il nostro ospedale è a rischio

Il consigliere preoccupato delle mancate rassicurazioni sul fatto che resterà un presidio sanitario di primo livello
GIULIANOVA. Paolucci ha smentito che quello di Giulianova sarà declassato a ospedale di base ma non ha poi confermato che sarà trasformato in struttura ospedaliera di primo livello. «La riorganizzazione della rete ospedaliera è ancora tutta da progettare», ha detto il responsabile regionale della sanità lunedì sera in Comune, «attraverso il piano triennale di riqualificazione 2016-2018 che è ancora in fase di progettazione. Di certo l’ospedale di Giulianova rimarrà nella rete delle emergenze-urgenze con il pronto soccorso così com’è ora».
Dalla riunione di lunedì scorso della commissione speciale sanità a cui ha partecipato Silvio Paolucci non sono stati sciolti i nodi sul futuro del presidio giuliese e al cauto ottimismo del sindaco Mastromauro si contrappone l’atteggiamento di realismo di Franco Arboretti, consigliere comunale de Il Cittadino governante e medico di base. «Nell’ambito della sanità teramana noi chiediamo a Giulianova un ospedale di primo livello e a Teramo un ospedale di secondo livello», ha detto Arboretti, «solo attraverso questa tipologia di strutturazione riusciremo ad avere un servizio di qualità con tempi di risposta adeguati per le patologie importanti. Già adesso nella mia pratica quotidiana di medico di base mi confronto quotidianamente con liste di attesa troppo lunghe per pazienti con problematiche oncologiche o cardiocircolatorie dove anche se non c’è urgenza sono comunque richiesti tempi brevi. Attualmente i servizi sul territorio provinciale non riescono a dare questi tempi e temiamo che la situazione possa peggiorare senza una strutturazione adeguata della rete ospedaliera». Se Giulianova non rimane ospedale di primo livello perderà buona parte dei servizi e le liste di attesa si allungheranno enormemente.
«Un ospedale di base secondo il decreto Lorenzin prevede il pronto soccorso, la medicina generale, la chirurgia e l’ortopedia, il laboratorio di cardiologia e basta», spiega Arboretti, «se accadrà questo la sanità teramana entrerà in una ulteriore sofferenza. Ho ricordato a Paolucci che noi nel Teramano non abbiamo le strutture private convenzionate come nelle altre province. Penso che bisogna avere il coraggio di chiudere le strutture ospedaliere per acuti di Sant’Omero e Atri e creare strutture adeguate sulla costa e a Teramo per la zona interna. Non possiamo dimenticare che Giulianova svolge un ruolo strategico proprio per la posizione costiera. È servita dalla rete stradale, autostradale e ferroviaria ed è un presidio irrinunciabile per il grande flusso di turisti nel periodo estivo. Se invece dobbiamo mantenere quattro strutture Giulianova rischia e non so se rendiamo un servizio alla qualità degli interventi».
Mirella Lelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

