Arboretti: «Progressisti sconfitti per colpa del Partito democratico»

23 Giugno 2019

Il leader del Cittadino Governante: «Se mi avesse appoggiato saremmo andati in testa al ballottaggio» Poi accusa Costantini e Tribuiani di trasformismo: «Si sono spacciati per il nuovo ma non è vero»

GIULIANOVA. «È colpa del Pd se non siamo arrivati al ballottaggio, dove abbiamo visto confrontarsi due schieramenti di centrodestra che hanno avuto il contributo decisivo di esponenti di quello stesso centrosinistra che aveva governato Giulianova ed al quale dichiaravano di opporsi». Nell'analisi del voto che il Cittadino Governante fa a pochi giorni dalla proclamazione del nuovo sindaco, il dito è puntato contro quel Pd che «non ha avuto la capacità di analisi necessaria per poter capire che c’era bisogno di discontinuità e di appoggiare il Cittadino governante». Per il leader del movimento politico ed ex candidato sindaco Franco Arboretti l’area progressista e ambientalista era in corsa per la vittoria e sarebbe bastato l’appoggio del Pd per arrivare, insieme, in testa al primo turno. Poi la vittoria sarebbe stata a portata di mano. «I risultati vanno letti nei loro molteplici aspetti», ha detto l’esponente del Cittadino governante Alberta Ortolani, «perché oltre all’indicazione di chi deve governare, contengono anche gli umori della comunità, la critica, l’entità effettiva del consenso e come esso viene catturato». Dito puntato anche sul centrodestra di Pietro Tribuiani: «Lo schieramento condotto dalla Lega voleva cambiare Giulianova attraverso il trasformismo», ha detto Arboretti, affiancato in conferenza stampa dagli altri due consiglieri eletti, Pietro Carrozzieri e Fabio Di Dionisio. «Oltre al crollo della Lega passata dai 4.629 delle Europee ai 2.033 delle comunali, i dati evidenziano che la vera forza trainante è stata la lista Idea che ha ottenuto 1035 voti. Tra i candidati di Idea erano presenti ex assessori o esponenti che in precedenza avevano sostenuto il centrosinistra, che hanno traghettato voti dal centrosinistra, risultati decisivi per approdare al ballottaggio». Accuse di trasformismo anche per il nuovo sindaco. «Nelle varie liste che appoggiavano Jwan Costantini», ha aggiunto Arboretti, «che ad ogni piè sospinto annunciava di voler liberare la città dal malgoverno dell’amministrazione uscente, c’erano due ex assessori della giunta Mastromauro, il capogruppo del Pd nel consiglio comunale uscente, oltre a vari esponenti che precedentemente avevano sostenuto il centrosinistra. Anche in questo schieramento emerge un bel modo di turlupinare i cittadini con la storiella del nuovo». L'analisi evidenzia inoltre la crescita dell’astensionismo: al primo turno ha votato il 63% degli aventi diritto contro il 73% delle amministrative del 2014. «E’ la prima volta da quando c’è l’elezione diretta, che un sindaco vince con un consenso così basso, 4.678 voti su 21.330 aventi diritto», ha aggiunto Arboretti, «i sindaci precedenti sono stati eletti tutti con un consenso tra i 6.000 e gli 8.000 voti».
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