Area Castelli, c’è l’appello per salvare ulivi e querce

10 Maggio 2024

Roseto. Alberi secolari a rischio per l’intervento edilizio previsto nella zona Italia Nostra e Wwf: «Comune e Regione devono avviare la procedura di tutela» 

ROSETO. Salvare ulivi e querce secolari nell’area ex Castelli, evitando la costruzione delle palazzine previste nel progetto della Blu Eden. È la richiesta di Italia Nostra e Wwf tramite l’avvocato Fabio Celommi per cercare di preservare l'ultima area verde di circa sette ettari a Roseto nord. «L’uliveto Castelli costituisce per età, dimensioni, bellezza, valenza culturale, storica e paesaggistica, oltre che per la sua ubicazione nel territorio», si legge nella lettera inviata dal legale a Comune, Regione, Provincia e Blu Eden, «un elemento caratterizzante del paesaggio e dell’ambiente, meritevole in quanto tale di censimento e salvaguardia. Tale uliveto è inoltre delimitato da querce monumentali, anch’esse suscettibili di essere censite e tutelate a norma di legge. Per questo le associazioni ambientaliste Italia Nostra e Wwf chiedono al sindaco di Roseto Mario Nugnes e al presidente della Regione Marco Marsilio di voler attivare la procedura di censimento e salvaguardia degli alberi monumentali».
Nella zona c’è anche la villa Castelli-Mezzopreti, già vincolata dal piano regolatore, che comunque sarebbe preservata nel progetto presentato da Blu Eden. Celommi inoltre, come membro del comitato “Sos Urbanistica”, critica le varianti parziali del piano regolatore vigente approvate dall’attuale amministrazione. «A mio avviso», aggiunge l’avvocato, «bisognerebbe avere una visione generale dello sviluppo di Roseto, visione che ora non c’è. L’attuale amministrazione, infatti, ha approvato la variante per l’area ex Catarra, dove sorgeranno palazzine con 200 appartamenti circa, e per l’area ex Castelli il progetto, oggetto della conferenza preliminare, prevede circa 370 appartamenti e palazzine alte 20 metri circa, senza dimenticare la variante altezze. In questo modo il nuovo piano regolatore diventa inutile. La percentuale di edificato infatti, con queste varianti, diventa satura e non ci sarà più la possibilità di nuove edificazioni né in altre zone di Roseto né nelle frazioni». Il principale problema di Roseto però, secondo Celommi, è la mancanza di parcheggi. «Non facciamo gli stessi errori del passato», conclude l’avvocato, «prima di edificare bisogna pensare anche alla viabilità, a nuovi parcheggi, aree verdi e servizi. E poi bisogna risolvere urgentemente il discorso della aree a vincolo decaduto, ovvero senza destinazione d’uso. Questa sì che è una variante da approvare prima del nuovo Prg, perché risolverebbe un problema annoso che va avanti da troppo tempo».
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