Area di crisi, la parola passa alle aziende

1 Ottobre 2016

Sant’Omero, il ministero e Invitalia spiegano agli imprenditori il meccanismo dei finanziamenti

SANT’OMERO. Primo "avviso" per tastare il polso degli imprenditori e capire di quali finanziamenti e di quali strumenti agevolativi c'è bisogno per far rilanciare l'area Vibrata-Tronto dopo il riconoscimento dello stato di crisi da parte del governo. Ieri mattina centinaia di aziende hanno partecipato all'incontro che si è svolto a Villa Corallo a Sant'Omero con gli interventi di Marco Calabrò (ministero dello Sviluppo) e Corrado Diotallevi di Invitalia (soggetto attuatore degli interventi di reindustrializzazione dell'area). Il 14 ottobre scade la "call" di Invitalia per la manifestazione di interesse da parte di chi vuole investire nell'area (53 Comuni, 13 nel Teramano): imprenditori locali ma anche provenienti dal resto dell'Italia e dall'estero.

Insieme ai tecnici del Ministero, la Regione Abruzzo con il vicepresidente Giovanni Lolli che è entrato nel dettaglio dei bandi di competenza che si "integrano" con quelli nazionali perché possono finanziare progetti al di sotto del milione e mezzo. La Regione ha 23 milioni di euro – per tutto l'Abruzzo – e interverrà anche con strumenti cosiddetti in "de minimis" (finanziamenti fino a 200 milioni di euro) e con le agevolazioni al credito. Poi finanziamenti per "attività di ricerca" e "attività ambientale". La Regione, inoltre, finanzia le imprese che per tre anni si servono di un ricercatore (40mila euro); oltre al Fesr ci sono le misure del Por Fse (politiche del lavoro). La maggior parte dei bandi uscirà da novembre a gennaio.

«Tempi certi definiti dal decreto, tre anni, e la tabella di marcia finora rispettata» ha spiegato Calabrò. Fra le misure citate e di "nuova generazione" Calabrò ha citato Industria 4.0; un intervento molto veloce, senza bando, dedicato all'incremento di competitività e innovazione attraverso agevolazioni fiscali e leve di incentivazioni.

«Una nuova logica, strumenti flessibili, un'offerta localizzativa», ha detto Diotallevi, « privilegiando i progetti che possano creare occupazione ora non in tempi biblici. La prima cosa, quindi, è quella di incentivare le attività in aree vocate agli insediamenti industriali, dove non ci sono problemi ambientali o di bonifiche che allungherebbero i tempi. Mettiamo sul piatto semplificazioni di procedure, accordi con il mondo del credito, interventi infrastrutturali con una visione realistica». L'assessore regionale Dino Pepe e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino hanno fatto gli onori di casa. «Favorire l'impresa affinché crei occupazione», ha dichiarato Di Sabatino a margine dell'incontro , «l'area di crisi va intesa come area di cambiamento che metta in moto meccanismi virtuosi destinati a durare».