Area di crisi, proroga sbloccata: via libera agli aiuti per le aziende

1 Giugno 2022

La Regione Marche vara l’atto che mancava, nei prossimi giorni la ratifica con i ministeri interessati  Per le imprese sul versante teramano ci saranno a disposizione 4,3 milioni di euro già accantonati

TERAMO . Si sblocca la proroga dell’area di crisi complessa Piceno-Vibrata. È l’effetto prodotto dall’atto approvato dalla giunta regionale delle Marche che di fatto dal via libera al prolungamento delle misure per le aziende in crisi dei due territori. È destinato a diventare così operativo il provvedimento già adottato a suo tempo dalla Regione Abruzzo che ha stanziato 4,3 milioni di euro.
L’attesa per il via libera definitivo è dipeso dal fatto che le Marche hanno dovuto rimodulare le quote di loro competenza. Con la nuova delibera, infatti, sono stati attivati interventi per 2,8 milioni di euro: 1,3 milioni a carico del Fondo sociale europeo (Fse) e 1,5 milioni del bilancio regionale. La giunta ha approvato lo schema dell’atto integrativo per la riconversione e la riqualificazione industriale del territorio che verrà sottoscritto nei prossimi giorni dai ministeri coinvolti, quelli di Sviluppo economico, Infrastrutture e Transizione ecologia, nonché da Anpal, Regioni Marche e Abruzzo, Province di Ascoli Piceno e Teramo e Invitalia. La firma prorogherà la validità dell'accordo di programma fino a luglio 2023. Dei 2,8 milioni di euro per le Marche, previsti dall'Accordo integrativo, 1,3 milioni di euro saranno utilizzati per sostenere la creazione di imprese: 300mila per lo scorrimento della graduatoria aperta, un milione per attivare un ulteriore bando. Gli altri 1,5 milioni disponibili saranno orientati sugli investimenti produttivi.
La Regione Abruzzo, dunque, metterà a disposizione di aziende e lavoratori 4,3 milioni di euro. L’atto, su proposta dell’assessore al Lavoro Pietro Quaresimale, era stato deliberato già nei mesi scorsi dalla giunta, in attesa dell’analogo provvedimento da parte delle Marche. Dovrà essere riadottato dall’esecutivo, ma si tratterebbe di un mero passaggio formale che non cambierà la sostanza di quanto già previsto né influirà sui tempi di ratifica a livello nazionale. «È un atto di fiducia verso una zona che negli ultimi anni ha patito in maniera particolare la crisi economica» ribadisce Quaresimale, «con un regime speciale per quel territorio». (g.d.m.)
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