«Area di crisi, qualcosa non funziona»

9 Luglio 2019

Incontro con la commissione del Senato, Di Bonaventura chiede che i fondi non usati restino in Vibrata

VAL VIBRATA. Nell’ambito dell’attività istruttoria finalizzata a monitorare l’andamento dei finanziamenti e dei progetti sulle principali aree di crisi industriale, una delegazione della commissione industria, commercio e turismo del Senato, ieri nella prefettura di Ancona, ha voluto ascoltare gli enti e le istituzioni interessate a due aree di crisi, quella Vibrata-Tronto e quella del distretto del Fermano-Maceratese.
Per la Provincia di Teramo era presente il presidente Diego Di Bonaventura che ha ricordato i dati del corposo dossier ufficiale sui risultati dell’intervento per l’area di crisi Vibrata: «Qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto: la provincia di Teramo, con il 46% delle adesioni al bando di Invitalia e con il 48% del potenziale incremento occupazionale, tutti indicatori certificati, ha dimostrato una fortissima aspettativa e ancor più un forte dinamismo, nonostante gli anni di grave crisi. Siamo stati finanziati per 15 milioni di euro, sono arrivate 13 proposte progettuali ma solo sette ammesse alla fase della valutazione e solo tre finanziate per poco più di 5 milioni. Quindi ci sono due questioni importanti: la prima riguarda la tipologia di misure decise da Mise e Invitalia, forse poco adatte alle esigenze del territorio? La seconda riguarda i finanziamenti residui, quasi 10 milioni. Devono essere utilizzati per lo stesso scopo e nella stessa area: per rilanciare la produzione industriale, stimolare la ricerca e l’innovazione, aumentare l’occupazione. Nessuno pensi di spostarli altrove perché per noi sarà battaglia. Devo dire che la commissione ha mostrato notevole attenzione alle nostre argomentazioni: presto dovrebbe esserci un’audizione in Senato a Roma».
Questi i dati del dossier area crisi Vibrata-Tronto: per investimenti produttivi, prevalenza della provincia di Teramo con 565.350.490 euro, rispetto ai 543.848.681 dei Comuni marchigiani;progetti al di sopra di 20 milioni su otto complessivi ben 5 sono ascrivibili al Teramano; nella soglia ricompresa tra il milione e mezoz e i 20 milioni si registra anche in questo caso una maggiore adesione per la parte Abruzzese, in particolare nelle attività manifatturiere, sia in valore assoluto, che relativamente ad investimenti compatibili con la L. 181/89; l’entità della quota di possibili investimenti riferiti a Ricerca e Sviluppo sottolinea la dinamicità innovativa: dall’Abruzzo sono arrivati 12 progetti per 29 milioni contro i 27 per 35 milioni delle Marche ma occorre sempre tener conto che nell’area di crisi della Vibrata sono ricompresi 15 Comuni mentre in quella marchigiana sono 53.