Area ex Sadam, le proposte del Pd

I Dem chiedono che il piano non venga stravolto a svantaggio del pubblico
GIULIANOVA. Anche il Partito Democratico di Giulianova, dopo il Cittadino Governante, prende posizione in merito alla variante urbanistica per l’area ex Sadam, che verrà discussa nel consiglio comunale di lunedì prossimo con la previsione di modifica delle condizioni stabilite in convenzione tra la proprietà e l’ente. Attraverso una nota a firma del coordinatore comunale, Fabrice Ruffini, il Pd torna sulla questione dopo il precedente comunicato in cui si richiedeva che ciò che doveva tornare in termini di opere al pubblico fosse almeno uguale o maggiore di quanto stabilito dalla convenzione del 2010.
Il Pd chiede che «la grande piazza di fronte via Sardegna rimanga così com'era» e non sia trasformata in parcheggio e propone che le superfici commerciali, ancora da realizzare, siano «di “vicinato” e non di media superficie di vendita che non farebbero altro che configurare un centro commerciale di fatto, facendo saltare tutte le attività presenti su via Trieste e di quel che rimane ai Portici». I Dem propongono che «vengano ristorate al Comune le somme derivanti dall’obbligo, mai assolto dal privato, di realizzare una tensostruttura a uso teatro-tenda, nell’attesa che si fosse costruito il teatro nel manufatto da recuperare (circa 200mila euro da capitalizzare dal 2010 ad oggi)». Il Pd, nel caso non dovesse realizzarsi la sala teatrale, propone che «vengano capitalizzate nei confronti del Comune le somme derivanti dal mancato uso delle 20 serate l’anno per 20 anni stabilite nella convenzione vigente». Inoltre il partito chiede che «le urbanizzazioni esterne previste (via Sardegna, via Trieste ecc.) siano realizzate a cura del privato così come stabilito allora con cifre già ben definite», che vengano «ricalcolati a favore del Comune gli sgravi previsti per il recupero del manufatto di archeologia industriale» e «salvaguardati gli spazi destinati alla farmacia comunale».
Viene inoltre sottolineato che bisognerebbe valutare i volumi realizzati in virtù della convenzione vigente e ricordato che l’agibilità di quanto realizzato ad oggi era vincolata agli interventi di urbanizzazione. Infine il Pd fa notare che, in caso di insolvenza, il Comune può escutere la polizza fidejussoria a garanzia di quanto previsto per legge. (al. al.)
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