Aree industriali in abbandono Le imprese sollecitano l’Arap

10 Marzo 2019

TERAMO. Aree industriali all’abbandono: l’altroieri pomeriggio si è tenuto un incontro tra gli imprenditori di Confindustria e Api ed il presidente dell’Arap Abruzzo, Giampiero Leombroni per...

TERAMO. Aree industriali all’abbandono: l’altroieri pomeriggio si è tenuto un incontro tra gli imprenditori di Confindustria e Api ed il presidente dell’Arap Abruzzo, Giampiero Leombroni per affrontare le criticità delle aree industriali della provincia gestite dall’ente regionale, alla luce anche delle somme richieste dall’ente per la gestione delle aree.
Il presidente di Confindustria Teramo, Cesare Zippilli, ha rappresentato le difficoltà che quotidianamente incontrano le imprese per la mancata risoluzione di problemi che si trascinano ormai da anni ed ha sottolineato come sia assolutamente necessario un riequilibrio degli investimenti in provincia di Teramo rispetto a quanto investito da Arap sulle altre province.
Zippilli ha fatto notare che «i criteri di ripartizione delle spese consortili andrebbero preventivamente concordati, fissando alcuni parametri da comunicare con anticipo e compiutamente alle Imprese. Inoltre, è stato evidenziato che le spese consortili richieste alle imprese devono essere legate ai reali servizi erogati, considerando lo stato di degrado delle aree industriali». In merito alla depurazione delle acque, Confindustria ha fatto notare che diverse imprese hanno difficoltà nello smaltimento: sono da attivare celermente le somme previste dal Masterplan per il potenziamento del sistema di depurazione nelle aree industriali di Teramo e provincia. E poi è necessario avere la banda larga nelle zone industriali e, in un’ottica di marketing territoriale, la revisione dei costi dei terreni, oltre ad un censimento per verificare numero e dimensioni dei capannoni dismessi.
Leombroni, preannunciando che seguirà personalmente alcune vicende gestionali, ha manifestato la sua disponibilità ad attivare una programmazione congiunta delle attività di manutenzione ordinaria delle aree, unitamente alla pianificazione degli investimenti necessari e non più rinviabili. Nei prossimi giorni sarà avviato un tavolo operativo tra le rispettive strutture tecniche per definire le principali iniziative operative su cui Arap dovrà intervenire nell’immediato.
«Ma comunque ci ha detto che non sono in grado di garantire l'abbattimento della quota richiesta alle imprese per servizi non resi», aggiunge Alfonso Marcozzi, presidente dell’Api, «l'Arap è in uno stato di confusione totale. Ci hanno detto di inoltrare comunque la domanda di soprassedere alla richiesta delle somme, segnalando le carenze nei servizi. Ringrazio il presidente Leombroni per la disponibilità ma si percepisce che hanno difficoltà operative: non conoscono i luoghi nè i problemi. Comunque le nostre imprese non pagheranno. Le imprese vogliono capire quali sono le prestazioni di servizi effettivamente rese e quanto costano quelle prestazioni. Non vorremmo che ci vengano imputati costi che con noi non c'entrano niente o per servizi mai resi». E l’Api ha deciso di aiutare tutti a una maggiore consapevolezza dei problemi: «Creeremo un sito ad hoc in cui gli imprenditori andranno a segnalare le inefficienze e le carenze fotografandole e mappandole», conclude Marcozzi. (a.f.)
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