Arena, nuova trattativa con le Fs

16 Luglio 2019

Il sindaco Di Girolamo: «Potremo procedere all’eventuale acquisto vendendo un bene comunale» 

ROSETO. Arena 4 Palme e villa comunale, poste una di fronte all’altra, rappresentano due simboli del centro di Roseto. Due strutture che, attualmente, non sono totalmente fruibili per la cittadinanza. Mentre alla villa comunale ci sono i lavori fermi da più di un anno, all’Arena 4 Palme sono interdette le tribune per questioni di sicurezza e le varie società sportive che prima usufruivano dell’impianto, anche per il colpo d’occhio che offrivano le tribune piene, preferiscono organizzare i loro eventi in altri luoghi. Due situazioni che il Comune ribadisce di voler risolvere.
«Per quanto riguarda l’Arena 4 Palme», spiega il sindaco Sabatino Di Girolamo, «le ferrovie a breve faranno una nuova stima, comprendendo anche l’area parcheggio adiacente la stazione ferroviaria. È nostra volontà, già manifestata 4 mesi fa, riaprire una trattativa con le Ferrovie, una volta avuta la stima, per acquisire sia l’Arena sia l’area parcheggio». Le ferrovie, in realtà, avevano già promosso un bando per la vendita di questi due beni, ai quali nessuno ha risposto, e il Comune avrebbe dunque buone possibilità. Per acquisire l’Arena, però, occorrono soldi. «Sicuramente potremo procedere all’eventuale acquisto vendendo uno dei nostri beni comunali», precisa il sindaco, «per esempio l’ex mattatoio, un’area vasta, molto appetibile, dal quale potremmo ricavare circa 3 milioni di euro, ma anche su questo stiamo attendendo l’aggiornamento della stima dei nostri uffici comunali, visto che l’ultima stima risale a più di 10 anni fa». L’ex amministrazione, guidata da Enio Pavone, confidava di acquisire l’Arena 4 Palme e il parcheggio adiacente la stazione nell’ambito del project financing sui parcheggi a pagamento, ma l’attuale amministrazione ha considerato il project di Pavone troppo oneroso per il Comune. «È vero che prevedeva l’acquisizione di entrambe le aree», conferma Di Girolamo, «ma non potevamo vincolare la nostra città per 30 anni. Il nostro project, al contrario, è meno oneroso e dura 12 anni».
La situazione più critica, comunque, resta quella della villa comunale: l’amministrazione ha deciso per la riapertura del giardino, ma sull’edificio persiste il cantiere, che dura ormai da circa 3 anni e i cui lavori sono fermi da un anno. «Il Genio Civile ha dato l’ok sulla perizia di variante», aggiunge il sindaco, «e dunque i lavori, molto probabilmente, potranno ripartire per settembre. Si completerà, però, solo il piano terra, destinato a sede del Coc (il centro operativo comunale)». Per riaverla tutta a disposizione, a detta dei progettisti, occorrono ulteriori 450 mila euro, e dunque bisognerà attendere almeno due anni, se non di più. «È nostra intenzione trovare questi fondi», conclude Di Girolamo, «perché la villa non può restare in queste condizioni, essendo il cuore pulsante della cultura rosetana. È urgente recuperarla».
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