Arresto bis, l’omicida torna in carcere

16 Luglio 2016

Nuova ordinanza di custodia per Di Silvestre: era stato scarcerato giovedì mattina per un cavillo procedurale

TERAMO. La sua libertà è durata meno di 24 ore. Come era prevedibile è scattato l’arresto bis per Dante Di Silvestre, l’artigiano di Selva Piana che un mese fa ha ucciso con una coltellata il perito informatico Paolo Cialini, al culmine di una lite per banali motivi di circolazione stradale, che è tornato in carcere ieri mattina. Ne era provvisoriamente uscito nella tarda mattinata di giovedì in seguito alla decisione del tribunale del riesame dell’Aquila che aveva annullato l’arresto per un cavillo procedurale. Ha passato il pomeriggio e la notte a casa, ma ieri mattina nella sua abitazione si sono presentati i carabinieri di Giulianova, diretti dal capitano Domenico Calore per eseguire la nuova ordinanza di arresto firmata dal gip del tribunale di Teramo Domenico Canosa. Un’ordinanza che si è resa necessaria proprio per superare l’intoppo procedurale che aveva determinato la scarcerazione.

Di Silvestre non si è mostrato affatto meravigliato dell’arrivo dei carabinieri perché ovviamente se lo aspettava. È stato prima portato in caserma per le formalità di rito e dopo in carcere, dove nel pomeriggio è stato sottoposto a un nuovo interrogatorio di garanzia, come quello del mese scorso, quando era stato arrestato la prima volta, subito dopo l’omicidio. La procedura dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere è quindi ripartita da capo, ma questa volta è stata molto più rapida, sia perché il quadro accusatorio era già chiaro agli inquirenti,ma anche perché Di Silvestre si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Subito dopo la scarcerazione i familiari della vittima, tramite il loro legale Massimo Di Bonaventura, avevano protestato per la decisione dei giudici del riesame, preannunciando un esposto al ministro della Giustizia. Un passo di cui ora non c’è più bisogno, visto che l’ordinanza bis di arresto ha sanato quella che ai loro occhi, e non solo, era apparsa come una clamorosa beffa giudiziaria.

La decisione del tribunale del riesame – che ha accolto il ricorso dei difensori di Di Silvestre, gli avvocati Gennaro Lettieri e Nadia Baldini – è stata motivata da un difetto di notifica. È successo che il rinvio dell’udienza del riesame, slittata da lunedì a giovedì scorsi, non era sta notificata a entrambi i difensori e per questo motivo sono decorsi i termini entri i quali il tribunale doveva pronunciarsi, per cui l’arresto è stato dichiarato nullo. Un cavillo, insomma, un intoppo o come altro lo si voglia chiamare: tutto superabile e superato, ma resta il disorientamento verso certi meccanismi giuridici che alla gente comune appaiono poco comprensibili.

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