Arriva il saldo Tari ed è una stangata

12 Ottobre 2018

D’Alberto: «Aumenti dovuti alle scelte del commissario e alla gestione fallimentare della passata amministrazione»

TERAMO. L’aumento della Tari a carico delle famiglie, che in questi giorni stanno ricevendo a domicilio le cartelle con i rincari, sono una «pesante eredità del passato». Lo tiene a precisare il sindaco Gianguido D’Alberto che definisce «inaccettabili» gli incrementi delle quote dovute per la raccolta dei rifiuti porta a porta.
Il primo cittadino coglie l’occasione per ricordare che i costi in più a carico delle utenze domestiche deriva da scelte compiute nei mesi precedenti alle elezioni che hanno portato all’insediamento della nuova amministrazione. «L’aumento, infatti, è frutto di una decisione adottata dal commissario straordinario nello scorso marzo, in fase di approvazione del bilancio 2018», sottolinea D’Alberto, «una scelta alla quale non abbiamo partecipato e che ci trova fortemente contrari». È stato proprio il prefetto Luigi Pizzi, chiamato a guidare il Comune dopo la caduta della giunta guidata da Maurizio Brucchi, a disporre la ridistribuzione del costo annuale del servizio tra famiglie e imprese, appesantendo la parte a carico delle prime per sgravare le seconde. Alle utenze domestiche, in pratica, è stato caricato il 20% della spesa complessiva e gli effetti si stanno sentendo con l’arrivo delle cartelle. D’Alberto, però, chiama in causa responsabilità che risalgono più indietro nel tempo. «Quanto sta accadendo discende di fatto dai dieci anni di gestione politico-amministrativa totalmente inadeguata, sia per quanto riguarda i rapporti con la Teramo Ambiente, società che gestisce il servizio, sia per ciò che attiene la conduzione stessa del porta a porta», afferma, «che ha costretto a mantenere alti i costi fissi a fronte di una efficienza progressivamente in calo, come denunciato più e più volte dagli stessi cittadini». A dimostrazione di questo il sindaco cita un altro dato che ha influito sull’appesantimento delle cartelle inviate alle famiglie. «Nel 2018 il costo complessivo del servizio risulta essere superiore ad 11,6 milioni di euro, proposto dalla Team e approvato dal commissario». L’amministrazione per quest’anno non può fare nulla, ma annuncia un cambiamento di rotta per il 2019, quando la società gestrice e Comune dovranno ridefinire i costi del servizio e le relative tariffe.
Il primo cittadino già in campagna elettorale ha fissato due obiettivi: «Rivedere la gestione dei rapporti con la Teramo Ambiente, che devono essere informati al principio della corretta verifica delle azioni di una società partecipata e rimodulare il servizio del porta a porta per abbattere i costi fissi di gestione e i costi relativi a raccolta e smaltimento». D’Alberto specifica di aver avviato iniziative in entrambe le direzioni indicate anche in vista dell’introduzione della tariffa puntuale, collegata alla quantità di rifiuti prodotti. Altra linea d’azione sarà la lotta all’evasione totale e parziale della tassa, che riduce sensibilmente gli introiti del Comune. (g.d.m.)
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