Arriva la prima neve ma gli impianti dei Prati non possono aprire

11 Dicembre 2019

Pietracamela, i cannoni restano fermi perché non c’è l’acqua Scoppia la polemica in Provincia sul ritardo della gara per il piano 

PIETRACAMELA. Risveglio in bianco ieri mattina a Prati di Tivo per l'arrivo della prima neve. Una spolverata di qualche centimetro che ha reso suggestivo il paesaggio immortalato in varie foto postate sui social, ma che soprattutto fa sperare gli operatori in una nevosa e proficua stagione invernale.
Gli impianti restano chiusi perché lo strato di coltre bianca non è sufficiente per battere il fondo delle piste, ma appena la quota sarà sufficiente si procederà alla riapertura di tutte le piste e di tutte le attrezzature le cui manutenzioni sono state fatte e ora si sta procedendo ai collaudi. I cannoni sparaneve, fatti riparare dalla Gran SassoTeramano, la società proprietaria degli impianti oggi in liquidazione, ancora non possono essere attivati. Per le temperature non ancora idonee, ma soprattutto perché manca l'acqua per farli funzionare. Proprio quest'anno, infatti, è scaduta la trentennale concessione con la Sea per l'allaccio all'acqua e si attende il rinnovo, che tarda ad arrivare per motivi burocratici. È una stagione, questa, in cui viene garantita la sicurezza delle piste grazie all'installazione degli esploditori antivalanga Obelix sul versante del Corno piccolo a rischio slavine.
Intanto è polemica sul piano neve. In una nota i consiglieri provinciali della Casa dei Comuni chiedono di sapere perché il piano non sia ancora operativo. «Se oggi la nostra provincia fosse stata colpita da importanti eventi atmosferici si sarebbe trovata senza un piano neve operativo e avrebbe nuovamente dovuto ricorrere, come nella passata stagione, a procedure in somma urgenza, sfuggendo alla programmazione ordinaria», scrivono Mauro Scarpantonio, Martina Maranella, Graziano Ciapanna e Graziella Cordone, «il piano neve ha un importo di 930mila euro di cui il 40% fisso pari ad euro 369.916,20 e il 60% variabile pari ad euro 544.754 prevedendo 3695 ore di lavorazione per 71 mezzi impegnati con una media di 52 ore di lavorazione per mezzo impegnato. Un piano neve, ampiamente insufficiente in caso di inverno rigido, in cui la cui la parte variabile è solamente di 52 ore di lavorazione, ed eccessivamente oneroso in caso di inverno mite in cui la parte fissa di euro 369.916 dovrà essere comunque corrisposta».
Immediata la risposta dei consiglieri provinciali delegati alla viabilità Gennarino Di Lorenzo e Lanfranco Cardinale: «La gara è in corso, entro pochi giorni avremo l’assegnazione. Ma, come già dimostrato a Prati di Tivo, siamo assolutamente operativi sia con le nostre squadre sia, nel caso, ricorrendo alla somma urgenza».(a.d.fel.-red.te)
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