Arrivano i rinforzi in Procura: entrano in servizio due nuovi pm

Si tratta dei sostituti Monia Di Marco ed Elisabetta Labanti, che provengono da Milano e Avezzano Il presidente del tribunale Calvaresi ribadisce la carenza di giudici: «Così si rischia il collasso»
TERAMO. Nei giorni dell’anniversario della strage di Capaci, che ricorre oggi, c’è sempre un’emozione in più in un’aula di tribunale. Soprattutto quando ospita l’insediamento di nuovi magistrati in una cerimonia di immissione in possesso. Ed è quella emozione in più che si respirava ieri mattina nell’aula di Corte d’assise del tribunale teramano che porta proprio i nomi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
E anche se le parole che scorrono sottolineano ancora una volta la grave carenza dei giudici che affligge il palazzo di giustizia teramano (caso da mesi all’esame sia del Csm sia del ministero di Grazia e Giustizia) ripercuotendosi inevitabilmente sui tempi dei procedimenti, la cronaca della giornata non può che partire dall’arrivo dei due nuovi sostituti procuratori: si tratta di Monia Di Marco, teramana, proveniente dalla Procura di Milano con un passato in prima linea in Sicilia tra cui la Procura di Gela, e di Elisabetta Labanti, marchigiana, proveniente dalla Procura di Avezzano. Con loro torna pieno l’organico dei magistrati della Procura teramana dopo la destinazione ad altre sedi dei pm Luca Sciarretta (dal 2018 in servizio a Pescara) e di Andrea De Feis (dall’anno scorso a Bologna). «La Procura teramana», ha detto il procuratore Ettore Piccardi nel corso della cerimonia, «può contare su una squadra di magistrati preparati e rigorosi».
E se la Procura può contare su un organico pieno, almeno per quanto riguarda i magistrati, la stessa cosa non succede in tribunale costretto da tempo a fare i conti con una grave carenza di giudici e di personale amministrativo. E anche se entro l’anno arriveranno cinque nuovi giudici, la situazione resta sempre difficile così come ha ribadito il presidente Carlo Calvaresi sempre nel corso della cerimonia. «C’è una gravissima carenza di organico», ha ribadito, «il tribunale è depotenziato, si sta cercando di sopravvivere. Ma di questo passo si corre il rischio di collassare. Speriamo ci possano essere passi in avanti a cominciare dalla destinazione di questi nuovi cinque giudici». E sull’arrivo dei nuovi giudici si è soffermato il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Antonio Lessiani che, proprio a nome della categoria, negli anni scorsi ha avviato una mobilitazione istituzionale sulla carenza di magistrati. «È stata accolta la richiesta fatta dal presidente Calvaresi per cinque nuovi giudici», ha detto, «non accadeva da tempo che al tribunale teramano fosse destinato questo numero di magistrati. Noi come categoria e come ordine vigileremo».
L’avvocato Gennaro Lettieri, presidente della Camera penale, ha espresso soddisfazione per l’arrivo dei nuovi magistrati e nel contempo ha sottolineato «la condizione di debolezza in cui si trova il tribunale teramano per la grave carenza di giudici». La cerimonia di insediamento dei due nuovi pm si è svolta davanti al presidente Calvaresi, al procuratore Picardi, al presidente di sezione giudice Angela Di Girolamo e al giudice Mariangela Mastro.
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