Arrivati 103 bambini e ragazzi: sono orfani o con genitori dispersi

30 Aprile 2022

Hanno tra i tre e i 17 anni, sono partiti da un rifugio vicino a Kiev: a Giulianova alloggiano in un hotel La Asl predispone tamponi e vaccinazioni, i pediatri di libera scelta si offrono per ogni necessità

GIULIANOVA. Sono arrivati in piena notte a Giulianova a bordo di tre pullman: sono 103 minorenni, dai tre ai 17 anni, fuggiti dall’Ucraina, alcuni da un orfanotrofio, e accompagnati da dieci assistenti. Un lungo viaggio cominciato da Kiev, con una tappa di qualche giorno in un centro profughi in Polonia e con l’arrivo, ieri notte, nella località costiera, dove alloggiano in un hotel nel quale la Asl ha allestito un ambulatorio per vaccinazioni e tamponi. Ad accoglierli c’erano la Protezione civile regionale con il direttore Mauro Casinghini, la Croce rossa e una squadra della Asl. A dirigere le operazioni i medici Paolo Calafiore e Dimitrios Kaliakoudas, presenti anche il vice sindaco di Giulianova Lidia Albani e la docente ucraina, presidente de “La voce dell’Abruzzo” nonché mediatrice Nadiya Fedirko. I giovani profughi sono stati sottoposti a un tampone antigenico e sono risultati negativi. Ieri un’equipe del reparto di pediatria del Mazzini li ha visitati: sono in buono stato di salute, anche se provati dalle esperienze degli ultimi giorni.
La Asl sta effettuando la registrazione per il rilascio della tessera sanitaria provvisoria e da lunedì il Servizio d’igiene e sanità pubblica farà una verifica dello stato vaccinale e avvierà l’iter per le vaccinazioni. Inoltre i pediatri di libera scelta si sono resi disponibili per recarsi nella struttura ricettiva un’ora al giorno, a rotazione, per ogni necessità sanitaria dei piccoli. «Ci prenderemo cura dei giovani profughi appena arrivati», commenta il direttore generale Asl Maurizio Di Giosia, «così come abbiamo fatto per quelli già presenti nel territorio della nostra Asl non solo perché rientra nei nostri compiti istituzionali, ma anche perché riteniamo doveroso accogliere con calore un popolo martoriato dalla guerra, tantopiù se si tratta di bambini».
Il lungo viaggio di questi bambini e ragazzi rappresenta la salvezza dalla guerra, ma anche tanto dolore per la mancanza della propria famiglia che forse non rivedranno più. Alcuni sono arrivati con fratelli e sorelle, ma tanti sono soli. «Per lo Stato ucraino i bambini non sono orfani, ma per molti di essi non si hanno più notizie dei genitori», racconta Nadiya Fedirko, che ha partecipato alle operazioni ricevendo l'incarico dal dipartimento del presidente ucraino Zelensky, «dovevano essere 106, ma tre non sono arrivati. Lì i bambini sono malnutriti e muoiono addirittura di sete, fame e freddo». L'arrivo è stato una grande emozione. «Mi hanno colpito gli occhi stanchi, ma anche pieni di paura», prosegue, «ma hanno trovato Giulianova e un’intera regione che si prenderà cura di loro». Il viaggio è stato un’odissea, come racconta Fedirko: «Sono riusciti a partire da un rifugio vicino Kiev in un momento di cessate il fuoco e si sono fermati in Polonia, ma ci sono stati tanti problemi burocratici. Ringrazio la consigliera regionale Simona Cardinali che si è messa in moto per farli arrivare, il prefetto di Teramo Angelo De Prisco e la prefettura, il presidente del tribunale per i minorenni dell’Aquila Cecilia Angrisano e il direttore Casinghini per aver preso a cuore la loro drammatica situazione e per aver lavorato instancabilmente anche nei giorni di festa per risolvere ogni problema. Ora i bambini ritroveranno un ambiente sereno con calore e affetto. In tanti già mi hanno chiamata per fare donazioni», conclude, «la generosità e l’accoglienza del vostro popolo è grande, ci state dando il cuore e noi ucraini non lo dimenticheremo mai!».
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