Arrivati a Montorio i primi 24 afghani

Sono sette famiglie con bambini ospitati in un hotel. La testimonianza: «Abbiamo paura per i familiari rimasti in patria»
MONTORIO. I sorrisi dei bambini hanno accompagnato, ieri pomeriggio, l’arrivo a Montorio di 24 profughi afghani che per due settimane saranno ospiti in un albergo. Sette nuclei familiari con vari minori che provengono già vaccinati dal campo di accoglienza di Avezzano dove sono giunti dopo la fuga dai talebani. Ad occuparsi di loro è la Regione coadiuvata dalla Protezione civile. Montorio, per ora, è l'unica sede di accoglienza del Teramano, insieme alle due aquilane, ma la lista è provvisoria.
I profughi arrivano da Herat, in Afganistan, dove c’è stata per anni la base militare italiana e ognuno di loro ha lavorato con gli italiani o ha avuto contatto con loro, presupposto che ha permesso di salire sull’areo della speranza come lo hanno definito, ma anche elemento che li rende perseguibili dalle milizie talebane che sicuramente non vedono bene coloro che hanno avuto rapporti con gli alleati. Un arrivo che li ha rassicurati, ma con il pensiero sempre alle famiglie lontane che ancora non riescono a lasciare il Paese. «Venire qui per noi rappresenta la salvezza», ha raccontato Aziz che ha lavorato come barista cinque anni al comando militare italiano ed è arrivato con la moglie, il figlio e uno dei fratelli, Ahamad che ha lavorato anch’egli con i militari italiani, «non so cosa ci sarebbe potuto accadere se fossimo rimasti lì e ora stiamo cercando in tutti i modi di far venire le nostre famiglie che sono nascoste. Se non trovano noi, si accaniscono con loro». Nelle loro parole tristezza e tanta pura per i familiari lasciati. «Il nostro stile di vita iniziava a essere sempre più europeo e, invece, ora, siamo risprofondati nel buio», aggiunge Aziz comosso,«speriamo che non oscurino internet altrimenti perdiamo i contatti con i nostri familiari».
A visitarli nella struttura alberghiera è arrivato il sindaco Fabio Altitonante che si è subito attivato per far arrivare già da oggi abiti nuovi e giocattoli per i bambini. «In questa prima fase gestita dalla Regione e della Protezione civile il Comune di Montorio ha dato la piena disponibilità per l’accoglienza e il supporto», ha dichiarato il primo cittadino, « la seconda fase che verrà gestita dalla prefettura si occuperà di strutturare la lunga permanenza e anche qui il nostro Comune ha dato la piena disponibilità». La Protezione civile “Gran Sasso” di Teramo si occupa dell’organizzazione dei presidi medici. «Faremo le visite due volte al giorno per sapere se gli ospiti hanno delle esigenze e supportarli» ha spiegato a questo proposito il volontario Lorenzo Battistella. Intanto i bambini si stringono ai genitori e ai giocattoli nella speranza di vivere un’infanzia di diritti.
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